Aspem Reti, per il Partito Democratico il CdA è da rifare
Le conclusioni della commissione incaricata di esaminare la gestione 2009 dell'impianto sono giunte nelle mani del gruppo del Pd e hanno confermato i dubbi del centro sinistra
La piscina della Schiranna è ancora in mezzo alla bufera. Le conclusioni della commissione incaricata di esaminare la gestione 2009 dell’impianto sono giunte nelle mani del gruppo del Partito Democratico e hanno confermato i dubbi del centro sinistra: «Ben venga la corte dei conti a fare chiarezza, così come il Partito Democratico chiedeva da tempo».
«La gestione aziendale è costata ai varesini circa mezzo milione di euro- spiegano in conferenza stampa i consiglieri Luca Conte e Giampiero Infortuna -: un passivo che dovrà essere ripianato attingendo risorse dalle tasche dei cittadini».
La richiesta di inviare la documentazione sulla gestione di Aspem Reti alla magistratura contabile era stata sostenuta fin dal dicembre scorso dal gruppo dei democratici, finché non è stato il sindaco in persona a prendere la decisione dopo aver letto la conclusione dei lavori della commissione d’indagine incaricata dal consiglio comunale.
Ora il Partito Democratico chiede che ai fatti emersi venga opposta una chiara azione politica da parte dell’amministrazione comunale.
In primo luogo, dalla sede di via Monte Rosa, il Pd chiede la revoca del CdA e del presidente di Aspem Reti: «Esiste ormai una comprovata impossibilità di cooperazione tra il Comune di Varese e i vertici dell’azienda, così come dimostrato anche dalle recenti uscite pubbliche del presidente Ciro Calemme». Secondo i consiglieri del Pd è necessario provvedere a nuove nomine nel CdA «individuando i componenti tra personalità superpartes scelte sfuggendo alla logica della lottizzazione».
Sui molti dubbi emersi dalla gestione della piscina della Schiranna il Pd chiede un’adeguata valutazione di tutte le accuse apparse recentemente, «fatti che lasciano presumere eventuali responsabilità di omesso controllo da parte dell’amministrazione in ordine alla mala gestione di Aspem Reti». E proprio per questo, sul controllo e la gestione delle aziende municipalizzate, gli uomini del Pd chiedono che venga fatto un radicale ripensamento e una nuova strutturazione, «in un momento di crisi economica e di tagli agli enti locali chiediamo che venga presentato un piano di riorganizzazione delle società municipalizzate».
Un piano, concludono dal Pd, che potrebbe prevedere anche «il progressivo scioglimento di Aspem Reti».
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