Comuni, Fontana contro Fassino

Due strategie diverse contro la manovra. Il sindaco di Varese vuole l'unità di tutti gli enti locali, mentre quello di Torino vuole isolare la destra ed evidenziare le responsabilità di Berlusconi e Bossi

Il sindaco di Varese Attilio Fontana stavolta è un po’ polemico. Il suo bersaglio è una recente proposta di Piero Fassino, sindaco di Torino, di avviare una consulta dei comuni di centrosinistra del nord, per lottare contro la manovra economica del governo, che affama gli enti locali. I sindaci tirano fuori gli spadoni e vanno alla guerra, ma con due strategie diverse. Il nemico rimane la manovra economica, che ha devastato i bilanci comunali. Il sindaco di Varese vuole l’unità di tutti gli enti locali, mentre quello di Torino vuole isolare la destra ed evidenziare le responsabilità di Berlusconi e Bossi (che hanno abolito l’ici, principale introito comunale)
La proposta di Fassino è una novità: rompe una tradizione che aveva fatto del predecessore Chiamparino un sostenitore del fornte compatto degli enti locali.  Il sindaco di Varese l’ha capito e ha reagito, ma parlando come presidente dell’Anci lombarda.
Fontana è stato in prima linea con l’Anci e il suo profilo politico nazionale dipende molto anche da questa visibilità da sindaco capofila della protesta bipartisan contro i tagli, che lo ha visto spesso vestire i panni del “ribelle” rispetto al governo.
In realtà il Pd di Varese gli ha sempre contestato un ruolo da "Giano bifronte", poiché sostiene che in realtà Fontana non si sia mai davvero schierato contro i suoi stessi compagni di partito, sebbene a livello mediatico la figura del sindaco di Varese abbia invece “sfondato”.
Fontana replicherebbe così: dicendo cioè che la Lega, nonostante sia al governo, gli stia consentendo di stare dalla parte dei territori e dunque sarebbe controproducente (e poco realistico) attaccare politicamente il governo. 
Va detto che la linea tenuta finora è stata avallata anche da altri sindaci di centrosinistra; in prima linea con il borgomastro c’è stato spesso il sindaco di Sesto San Giovanni Oldrini, uno che viene dalla vecchia scuola della Stalingrado d’Italia.

Il comunicato di oggi è perciò un attacco alla proposta di Fassino, il quale già nella sua ultima visita a Varese ebbe a dire che, alla gente del nord, andava raccontato che cosa la Lega stia veramente facendo a Roma. E forse sta tutta in questa considerazione la strategia che sta agitando l’Anci.

Ecco il comunicato del sindaco Fontana per Anci Lombardia (che oggi tiene una riunione)

«ANCI Lombardia ha rappresentato e difeso in tutti questi anni le ragioni dei Comuni, indipendentemente dalla collocazione politica di ciascun amministratore. Lo abbiamo fatto convinti delle ragioni dell’autonomia dei Comuni riconosciuta dalla Costituzione, del ruolo dei Comuni che sono soggetti promotori di sviluppo e coesione sociale. In questi momenti c’è bisogno di rafforzare il ruolo associativo e rappresentativo, perché solo un’ANCI forte, coesa ed autonoma può avere l’autorevolezza necessaria a rappresentare tutti i Comuni, grandi e piccoli, di destra o sinistra, per evitare che su di loro si scarichi il peso insopportabile della manovra di riduzione del debito pubblico. Amareggia la proposta di promuovere una sorta di associazione tra i grandi comuni del Nord amministrati dal centrosinistra per trattare direttamente col governo. E’ una proposta che rischia di indebolire invece che rafforzare, che rischia di dividere invece che unire. Invitiamo dunque tutti i sindaci, a cominciare dal collega Fassino, a individuare nell’ANCI il luogo in cui, insieme, si difendono e promuovono le proposte dei Comuni per il cambiamento del Paese». 

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Pubblicato il 18 Luglio 2011
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