“Spesso a morire sono i lavoratori esperti”
La casistica rivela che la maggior parte degli infortuni avviene o per inesperienza , soprattutto tra gli apprendisti, o per l’eccessiva confidenza con la lavorazione
Un lavoratore esperto muore sul lavoro. Non è la prima volta che accade. Anzi, la casistica rivela che la maggior parte degli infortuni avviene o per inesperienza , soprattutto tra gli apprendisti, o per l’eccessiva confidenza con la lavorazione. Antonio Valenti De Jesus lavorava alla Moplast spa di Tradate da 29 anni ed era considerato un lavoratore molto attento sul posto di lavoro, oltre che esperto. «Puo’ sembrare paradossale – dice Salvatore Minardi, responsabile del Dipartimento sicurezza della Cgil – ma l’esperienza puo’ far abbassare la soglia di percezione della sicurezza e quindi puo’ far diminuire l’attenzione. Chi si occupa di sicurezza sul lavoro sa che questo aspetto, insieme alla scarsa formazione, sono le due cause principali che gonfiano le statistiche degli infortuni mortali. Comunque, nel caso di Tradate, bisogna aspettare i rilievi dell’Asl e sapere l’esatta dinamica dell’incidente».
«È ancora presto per dire cosa è successo- aggiunge Santino Zidda, sindacalista della Cgil che segue l’azienda di Tradate -. Noi abbiamo solo una serie di elementi che spetterà alle autorità competenti analizzare per stabilire l’esatta dinamica del’infortunio occorso ad Antonio. Sappiamo che erano in due lavoratori ma uno a distanza di 250 metri dall’altro e che al momento della manovra il macchinario che avvolgeva il nastro sulle bobine andava rallentato».
Un’altra variabile che fa aumentare il rischio di incidenti sul lavoro è l’inadeguatezza degli impianti e dei macchinari. «A volte – concludeMinardi – ci capita di andare in alcune aziende e trovare il parco macchine molto vecchio. Quindi c’è un problema di presenza di macchinari adeguati nelle lavorazioni. La nuova direttiva macchine, introdotta l’anno scorso, ci impone da un lato aggiornare le macchine vecchie per renderle più sicure, dall’altro di aumentare i controlli anche su quelle nuove, perchè ci sono macchine recentissime targate CE che possono avere dei rischi residui. Quindi il datore di lavoro prima di metterle in attività ha il dovere di testarle per eliminarli».
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