“Subito un tavolo tecnico sulla Seprio Servizi”
La richiesta formulata ancora dal consigliere di minoranza Carlo Uslenghi dopo il recente decreto legge che regolamenta l’affidamento diretto degli appalti pubblici
Seprio Servizi ancora sotto il tiro della minoranza, con la richiesta di riunione un “tavolo tecnico” per affrontare il “nodo” degli appalti diretti. Sulla questione torna il consigliere comunale di Città Nuova, Carlo Uslenghi, che con una lettera al vicesindaco Vito Pipolo, al presidente della commissione controllo analogo Gianni Zambon e al segretario generale Carmela Pinto, chiede vengano affrontati soprattutto i temi sull’affidamento diretto degli appalti per i lavori eseguiti in città.
Sulla questione Uslenghi si era già espresso in passato. Questa volta, con la lettere protocollata in comune, ricorda anche alcuni passaggi del recente decreto legge del 2011: «Se il valore economico del servizio oggetto dell’affidamento è pari o inferiore alla somma complessiva di 900.000 euro annui, l’affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per la gestione cosiddetta "in house" – prosegue la legge in un altro comma -: gli affidamenti diretti relativi a servizi il cui valore economico sia superiore alla somma di cui al comma 13, nonché gli affidamenti diretti che non rientrano nei casi di cui alle successive lettere da b) a d) cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, alla data del 31 marzo 2012».
«Si richiede- aggiunge Uslenghi -, alla ripresa dei lavori di commissione, dopo la pausa di vacanza ferragostana, di sottoporre ad analisi e discussione quanto previsto dalla normativa. Richiamate precedenti criticità sollevate in ordine all’affido diretto di lavori e servizi pubblici locali: Affido diretto dei lavori: limite a 50mila euro di spesa complessiva; oltre si procede a gara ad evidenza pubblica; Affido diretto di servizi: limite di 900mila euro/anno; oltre si procede a gara ad evidenza pubblica; Configurazione della società SPS non definita quale società "in house providing" dalla deliberazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, pertanto lavori e servizi devono essere affidati a mezzo gara ad evidenza pubblica a cui può partecipare anche SPS; si richiede un approfondimento in merito alle criticità sopra citate».
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