Una rete provinciale per arginare la violenza contro le donne
Una ventina di stupri e un centinaio di richieste di aiuto sono il bilancio di un anno di attività del telefono di Eos. Ma la lotta alla violenza deve passare dalla cultura
Una ventina di stupri e un centinaio di richieste d’aiuto. Sono i numeri varesini della violenza alla donna. Nella Giornata mondiale contro la violenza alla donna, il bilancio dell’attività di tutela e sostegno viene riassunto dall’Assessore alle politiche sociali della Provincia Christian Campiotti che supporta le associazioni di volontariato impegnate ad arginare il triste fenomeno.
« Il problema è che quei numeri si riferiscono alle denunce volontarie – spiega Campiotti – all’emerso che è, però, solo una goccia dell’effettiva dimensione del fenomeno per lo più sommerso. Ecco perché sono particolarmente contento di annunciare che abbiamo vinto un bando regionale per mettere in rete le diverse realtà impegnate sul territorio così da costruire un supporto costante e condiviso per gli operatori quotidianamente alla prese con realtà drammatiche».
Il progetto “Passi contro la violenza” vede in rete l’assessorato sociale della Provincia, la Consulta femminile, la consigliera di parità, la Fidapa, Eos e il Comitato Tutela alla persona e i comuni di Varese, Saranno, Castrate, Gorla e Marnate: « I nostri sforzi si concentreranno soprattutto sull’educazione e sull’informazione. Ecco perché abbiamo deciso di rivolgerci alle scuole e, all’interno di questo mondo, ai centri di formazione professionale. Vogliamo fare lezioni che sensibilizzino i ragazzi per farli crescere più consapevoli».
Alla buona notizia dei 10.000 euro in arrivo ( a cui se ne aggiungeranno altri 20.000 da Comuni e Provincia) fa, però, eco il rallentamento del progetto di realizzazione di una residenza per donne maltrattate, un rifugio che deve servire a proteggere chi scappa dalla brutalità. A distanza di un anno, il progetto si è arenato. L’assessore, però, minimizza: « Abbbiamo valide altrenative. Certo, la risposta è povera in confronto al bisogno. Il nostro intervento culturale va comunque nella direzione della prevenzione».
Dalla conoscenza e dalla consapevolezza può partire la rivincita contro un nemico che agisce spesso nell’ombra, tra le mura domestiche.
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