Pdl, gli ex An non votano Lara Comi

Il congresso va verso la spaccatura. Nino Caianiello cerca la mediazione. L'onorevole Marco Airaghi die che i ciellini sono stati troppo intransigenti. Raffaele Catteneo rivendica la sua saggezza in passato

Il Pdl è diviso. Non tutte le correnti vogliono Lara Comi come coordinatore provinciale e adesso la spaccatura diventa evidente. Questa sera (giovedì) è prevista un’ultima riunione per trovare un accordo ma secondo l’onorevole Marco Airaghi la componente degli ex An non si presenterà al tavolo della trattativa. Il gruppo sta già raccogliendo le firme per la propria lista alternativa a quella di Lara Comi. Secondo l’onorevole Marco Airaghi, un fedelissimo di La Russa, «la trattativa è finita, noi presentiamo un candidato alternativo. E’ tutta colpa dell’intransigenza della componente di Cielle, non ci vogliono riconoscere quello che in tutta Italia è invece stato riconosciuto».
A che si riferisce? Alla divisione dei ruoli per cui se il coordinatore arriva da Forza Italia, il vice deve arrivare da An. La controparte ribatte invece che non è così in tutta Italia, che si tratta di un pretesto, perché questo congresso non ha più la divisione per riserve indiane che era stata valida nei primi due anni di vita del partito. Alcuni dirigenti, invece, ritengono che Airaghi stia forzando la mano per logiche esterne a Varese: An sta combattendo una sua battaglia interna per la sopravvivenza in un futuro centrodestra. Il gruppo di Airaghi (che fa capo a Ignazio la Russa) presenterà l’assessore di Luino Giuseppe Taldone.

Lara Comi
è invece l’europarlamentare della nostra provincia. E’ giovanissima, ha solo 28 anni, e sarà presentata da tutti gli ex Forza Italia (i laici di Caianiello, i cattolici di Cattaneo, i berlusconiani di Tomassini).

La trattativa è stata convulsa e alla fine si sarebbe arenata sui veti contraposti di An e Cielle. Airaghi vuole avere il vicecoordinatore, ma Cattaneo ha detto no. Caianiello ha cercato una mediazione: «Io il passo indietro l’ho già fatto» afferma. E ha proposto di nominare due vice . A Roma però vogliono solo un nome scritto nero su bianco. Allora bisognerebbe fare un documento tra gentiluomini, o una scrittura privata, per dire che non c’è un vice che conta più dell’altro. Risultato? «Non ci siamo accordati perchè mò fanno i sofisti» spiega Caianiello. 
Ma perché Cielle non vuole fare il passo indietro? Semplice, perché Raffaele Cattaneo rivendica il fatto che in passato ha fatto dei gesti di saggezza nel partito, senza impuntarsi nelle nomine in Provincia ad esempio, e senza chiedere nuovi posti quando la ex An fu scossa dalla scissione di Gianfranco Fini. Il congresso si terrà il 4 marzo.
 

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Pubblicato il 23 Febbraio 2012
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