Pdl spaccato sul congresso
Oggi summit a Milano, l'accordo tra Cl e laici è in forse. Il nome di Lara Comi è contestato dagli ex di An. Gli iscritti sono circa 4000 in provincia di Varese e il confronto si è trasferito sul nome dei vicesegretari. Possibile alternativa l'assessore luinese Giuseppe Taldone
Giornate decisive per il confronto interno nel Pdl provinciale di Varese. Oggi è in programma un summit a Milano con i leader delle correnti che costitutiscono il partito. Il nodo da sciogliere è quello del congresso, che è stato rinviato a domenica 4 marzo, perchè la componente degli ex di An non voleva accordarsi per la candidatura unitaria di Lara Comi.
Il nome dell’europarlamentare di Saronno è stato fatto dal coordinatore provinciale Rienzo Azzi. La Comi sarebbe eletta in virtù di un accordo tra i laici di Nino Caianiello (di cui Azzi è parte) e i cattolici di Raffaele Cattaneo (braccio destro di Formigoni).
Il nome piace anche ai berlusconiani puri di Antonio Tomassini, ma per la componente che fa capo a La Russa (ex An) sarebbe un indebolimento nel partito, a fronte di un tesseramento che ha dato buoni risultati. Gli iscritti sono circa 4000 in provincia di Varese e il confronto si è trasferito sul nome dei vicesegretari.
Ci sono poi le dietrologie: la componente di Cl è maggioritaria e in teoria potrebbe ambire ad esprimere un segretario provinciale. Alcune indiscrezioni dicono che ci sarebbe un piano segreto per candidare il segretario cittadino di Varese Aldo Colombo, ma lui ha succesivamente smentito. Secondo questa teoria i problemi che stanno paventando gli ex An potrebero rivalersi un cavallo di troia per far saltare l’accordo tra i Laici e Cl che dovrebbe portare la Comi al seggio più alto. Gli ex An puntano forse a far saltare questo accordo per avere maggiore peso poltico all’interno. Per questo paventano la possibilità di presentare un proprio candidato, l’assessore luinese Giuseppe Taldone. (foto, Lara Comi)
I laici (ex socialisti, liberali e democristiani) la vedono diversamente. Secondo loro se si va alla conta si vedrà il loro vero peso. Il ragionamento è che l’accordo con Cl per Lara Comi è ancora valido e la sfuriata degli ex An per i vicesegretari non ha ragione di essere perchè i numeri parlano chiaro. Ma la spiegazione di quanto sta avvenendo secondo loro va cercata in logiche regionali. Qualcuno sarebbe geloso del fatto che la Comi è l’unica parlmentare alla quale è stato offerto il posto di segretario provinciale.
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