Prove di salvataggio sul lago ghiacciato
Spettacolare esercizio di preparazione dei Vigili del Fuoco che si sono immersi tra il ghiaccio della Schiranna. Ferito a bordo dell’elicottero in un minuto
Pochi minuti per arrivare sul posto. Perché pochi minuti di vita ha in questa stagione una persona che cade in acqua. Se poi questo succede su di una superficie ghiacciata, sono guai. È per questo i gruppi Saf – Speleo Alpino Fluviale dei Vigili del fuoco – della Lombardia hanno scelto in questi giorni di rigore per testare la preparazione e le attrezzature in caso di intervento in acqua e su superfici ghiacciate. Barelle spinali, moschettoni, corde e tute termiche che permettono di stare in acqua parecchio tempo anche in questa stagione. E così, in un freddo martedì di febbraio, le rive del lago si sono colorate con le divise dei vigili del fuoco che hanno inscenato diverse simulazioni di recupero.
Proprio per testare e ripassare le tecniche di salvataggio, in tarda mattinata sul posto è stato fato
arrivare anche un elicottero del gruppo volo Malpensa con a bordo personale specializzato per far scendere in acqua un vigile imbragato, con l’elicottero che rimane fermo sull’obiettivo. “Hoverig”, in gergo, si chiama questa manovra: consiste nel far rimanere in velivolo a diversi metri d’altezza e in equilibrio, per poi caricare a bordo il ferito e il suo salvatore tramite un verricello. Un’operazione che a prima vista sembra semplice, ma che in realtà deve essere ripetuta decine di volte per essere padroni della scena: l’elicotterista deve avere mano ferma per tenere il mezzo in volo a punto fisso. Chi è invece addetto alla discesa deve avere chiare le tecniche di fissaggio del paziente al gancio e la capacità di imbragare e di operare in sicurezza.
Non tutto il lago di Varese è ghiacciato, ma nella zona scelta – Schiranna, località Canottieri – lo strato è ancora accettabile e in diversi punti sufficiente a far stare in piedi una persona di 90 chili. Allora ieri, lunedì 20 febbraio le esercitazioni sono partite e si protrarranno nei prossimi giorni. Sui pontili della canottieri si sentiva parlare stamattina con diversi accenti regionali: il personale Saf è infatti in forza a tutti i distaccamenti provinciali ed è specializzato nei recuperi pericolosi: dalla nave che affonda all’automobilista finito nel dirupo, dal cercatore di funghi disperso all’escursionista finito in una gola o intrappolato in una forra.
L’elicottero, specialmente in questa stagione, rappresenta un mezzo essenziale per raggiungere i colpiti da ipotermia e trattarli subito in modo che la perdita di calore corporeo non minacci la vita. Negli interventi reali, infatti, al pontile della canottieri sarebbero state pronte le ambulanze e i mezzi di soccorso avanzato del 118 con personale medico per soccorrere le vittime e scegliere il sistema di trasporto migliore per il pronto soccorso.
Il clima tra gli operatori Saf era molto disteso, ma al momento dell’azione la concentrazione era massima. Da un momento all’altro, per chi fa questo mestiere, può arrivare la chiamata per un’operazione reale. Proprio fra i soccorritori di oggi si riconoscevano molti dei volti che – solo ultima tragedia in ordine di tempo e di “spazio” – per primi intervennero in una situazione analoga a quella simulata oggi: il 14 novembre 2009 in un gelido pomeriggio già invernale si inabissò nel lago, a pochi chilometri da qui, l’Ecureil con a bordo l’imprenditore Marcello Gabana e il pilota Simone Detomi. Anche in questa occasione furono per primi i Saf di Varese ad entrare in azione e a trovare i corpi, purtroppo già privi di vita, delle due vittime.
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