Caso Uva, il perito critica le indagini
Angelo Demori scrive una "letteraccia" contro il pm che avrebbe messo in dubbio i suoi titoli
Un perito del processo Uva attacca la procura della repubblica. Inusuale e incredibile per molti versi, ma in questo processo il naturale aplomb delle aule giudiziarie è saltato da tempo. La dura critica è contenuta in una lettera che il perito nominato dal tribunale, Angelo Demori, componente della terna chiamata a redigere gli esami sul corpo riesumato di Giuseppe Uva, ha inviato al pm Agostino Abate e a tutte le parti del processo in corso. Demori è professore a contratto del Dipartimento di medicina legale di Genova, e scrive che ha appreso di aver ricevuto attacchi violenti da parte del pm durante l’ultima udienza.
«Il sostituto procuratore ha contestato le mie qualifiche e il senso stesso della mia presenza nel collegio peritale» scrive il medico. La risposta è durissima: nella lettera Demori sostiene che il pm lo ha attaccato perché, a suo giudizio, le conclusioni della perizia avrebbero evidenziano errori nelle indagini del caso Uva, aggiungendo anche altre considerazioni diciamo, così, senza rete. Demori afferma che il titolo di «professore» gli spetta di diritto. E’ probabilmente la prima volta da anni che, al tribunale di Varese, si registra una tale acredine tra le parti di un processo. Il pm, com’è noto, ha chiesto al giudice da tempo la ricusazione dei tre periti.
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