Il Comune fa il bilancio sociale. È costato 23mila euro
Nelle case il volume di “fine mandato” dell’amministrazione comunale. In 100 pagine patinate e a colori, tutti i numeri e le attività del Comune dal 2007 al 2012. L'opposizione attacca "tutta propaganda pagata dai cittadini". Il sindaco risponde: "questa è vera partecipazione"
Oltre cento pagine a colori, patinate e rilegate, con copertina rigida. È la “confezione” del “Bilancio sociale e di mandato” diffuso dal comune di Tradate in tutte le case della città. Un riassunto degli ultimi cinque anni di lavoro dell’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Candiani.
Un documento diviso in molti capitoli e che tocca tutte le questioni affrontate dal Comune tra il 2007 e il 2012. Il “libro” fa però scoppiare la polemica, soprattutto per la sua “confezione” che è costata circa 23mila euro tra realizzazione, stampa, e distribuzione di 9mila copie.
L’opposizione accusa la maggioranza di sfruttare le casse comunali per fare campagna elettorale, in vista delle elezioni del prossimo maggio. Il sindaco Stefano Candiani risponde che si tratta solo di effettiva partecipazione.
Polemiche a parte, questo bilancio sociale non passa di certo inosservato. Non solo per la “confezione” patinata, ma anche per i contenuti. Il libro ha il pregio di dare un’informazione ai cittadini su quanto fatto; in modo semplice, graficamente accattivante e soprattutto chiaro, grazie all’utilizzo di foto e tabelle che fanno vedere nel corso degli anni gli investimenti effettuati.
Il lavoro fatto solleva qualche perplessità partendo dai sistemi comunicativi. Del bilancio sociale, fino a oggi, quando già è arrivato nelle case, non c’è traccia sul sito del comune.
Altro punto delicato riguarda la completezza delle informazioni. Come quella sul Bonus Bebè, il contributo dato ai nuovi nati. Una iniziativa di cui si è parlato molto in città: nel bilancio si dice solo che si è interrotto al 2009 senza dire che il comune è stato condannato a risarcire le famiglie con bambini stranieri che non avevano potuto usufruire del bonus.
Inoltre, nel volume non c’è un capitolo di riferimento alla Seprio Servizi, la società interamente di proprietà de comune, al centro di diverse polemiche (come la cessione della Biblioteca) ma della quale non viene spiegato ai tradatesi la linea di una “braccio” importante dell’amministrazione comunale.
Sono scelte dell’amministrazione, certo, ma se si fa riferimento a partecipazione in un’ottica non politica, l’informazione dovrebbe essere completa. Al di là dei 23mila euro spesi per realizzare il “Bilancio sociale – Bilancio di mandato”.
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