Il sindaco Fontana: “Parcheggi, decisioni giuste”
Il primo cittadino difende le scelte della giunta e ricorda che in altre città i costi sono più alti. Inoltre ribadisce che aumentare la sosta significa non togliere servizi ai bisognosi
Mi sento quasi offeso dal fatto che sia partita una campagna di questo genere per l’adeguamento del costo dei parcheggi nella zona centrale.
Qualcuno grida allo scandalo per far cassa: è vero. Tra tagli e riduzioni del gettito derivante dall’IMU il Comune di Varese nel 2012 dovrà fare a meno di quasi 9 milioni. Ripeto: 9 milioni. Allora mi e vi chiedo: sarebbe più giusto tagliare servizi ad un anziano o ad una persona disabile o pagare in più 30 centesimi per parcheggiare? Tra l’altro mi stupisco: si parla tanto di disincentivare il traffico veicolare a favore della mobilità sostenibile e quando si propone qualcosa in questo senso c’è la levata di scudi? Non dimentichiamo che parcheggiare appena fuori dal ring (e quindi a poche centinaia di metri dal centro) costerà 20 centesimi in meno!
Ed ecco oggi anche il commento della consigliera Luisa Oprandi, sul cui intervento vorrei fare alcune precisazioni. Partiamo dalla sosta in pausa pranzo: la gratuità nella fascia oraria 12.30 14.30 rappresenta un’eccezione nel quadro dei capoluoghi italiani.
Così come per la sera: in questo caso il provvedimento è stato adottato non certo per far cassa, quanto per disincentivare la sosta selvaggia e per rendere il centro più fruibile e vivibile. I dipendenti, poi, hanno la possibilità di avere un posto auto come ogni grande azienda: 900 dipendenti rappresentano un discreto numero che comporta esigenze
di spostamenti e di viabilità da non sottovalutare per il quadro generale della città. Per quanto riguarda l’aumento da 1,20 a 1,50 nella zona centrale vorrei fare alcuni raffronti con molte città lombarde: a Bergamo si paga 1,80 euro, a Brescia 1,90 a Como 1 euro la prima ora e 2 le ore successive, a Pavia 1,50.
In merito alla riduzione dei costi legati ad Avt credo che la proposta non sia ragionevole per una serie di motivi. Gli assessori non potrebbero occuparsi della gestione, essendo riservata ai dirigenti. Si verificherebbe un incremento di costi per il Comune, non consentito dal patto di stabilità tra l’alto: l’ente dovrebbe assorbire il personale Avt, naturalmente.
Inoltre, non solo non ci sarebbe la possibilità di scaricare i costi, non si recupererebbe l’Iva sulle prestazioni erogate ad Avt dai propri fornitori di beni e servizi, essendo l’Iva un costo indetraibile per il Comune. Esistono molte esperienze nelle quali vengono attribuiti più
servizi a società pubbliche proprio per fruire dei vantaggi che tali esternalizzazioni di servizi provocano sui conti pubblici.
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