Dura sconfitta per il Varese. I playoff devono attendere

Verona - Varese 3-0. Veneti padroni della gara: un gol di Maietta nel primo tempo e le reti di Ferrari e Gomez nella ripresa chiudono la trasferta veronese. Espulso Cacciatore

E’ un sabato strano per parlare e scrivere di calcio. La bomba di Brindisi rende tutto un po’ inutile, risultato compreso. Comunque il Varese, dopo la netta sconfitta di Verona per 3 a 0, per avere la certezza matematica dei playoff, dovrà aspettare ancora un poco e forse già domani la partita tra Nocerina e Padova potrebbe dare un responso positivo nel caso di vittoria dei campani e anche di pareggio.
Il Verona contro il Varese ci ha messo l’anima forse per ripagare i suoi tifosi della delusione di Bergamo. 
Il gol  capolavoro di Maietta allo scadere del primo tempo ha reso tutto più difficile per la squadra di Maran che è apparsa poco concentrata e piuttosto demotivata. Gli undici di Mandorlini sono forti, tecnicamente e tatticamente, e possono contare su un pubblico di serie A. 

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COLPO D’OCCHIO – E’ una vera emozione entrare allo stadio “Bentegodi”, ventimila tifosi fanno da cornice a una squadra che aspira a ritornare in serie A, la giusta categoria per questa piazza. I bambini delle società di calcio della provincia di Verona hanno sfilato prima della gara lungo la pista di atletica dello stadio con lo striscione “Energia in campo”. Un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Brindisi. Da Varese sono arrivati 700 tifosi biancorossi, instancabili nell’incitare la squadra fino alla fine.

 

CALCIO D’INIZIO – Il Verona vuole tre punti e mette in campo un tridente che ha i numeri per far male con Gomez, Ferrari e Berrettoni, davanti a Cangi e Scaglia pronti a sovrapporsi sulle fasce. Maran ripropone l’undici che ha strapazzato l’Ascoli: fiducia a Cacciatore a centrocampo.

 

IL PRIMO TEMPO – Il primo tiro è di Rivas dopo 4 minuti su imbeccata di Grillo. L’argentino si ripete subito dopo. Potrebbe essere lui con il suo talento la chiave per scardinare il Bentegodi, anche se il forcing del Verona nei primi venti minuti è asfissiante: Gomez sulla destra costringe Grillo a non ripartire come suo solito e al quarto d’ora è lui a servire la prima palla gol a Ferrari che calcia su Bressan in uscita. Il Varese fa quello che puo’, riparte appoggiandosi sulle spalle di Granoche e la fantasia di Rivas. La prima occasione biancorossa è di Neto su assist del diablo, ma Ceccarelli si oppone con il corpo. I gialloblù hanno il predominio del campo, Tachtsidis, Cangi e Jorginho hanno in questa esatta sequenza tre occasioni, anche se la più nitida è ancora sui piedi di Ferrari, poco preciso. I soliti Rivas e Granoche assistiti da un generoso Zecchin provano a far uscire il Varese dal guscio.  La partita si scalda e al 35′ viene ammonito Gomez per gioco scorretto e subito dopo Granoche per proteste. Il gol del Verona arriva sul finire di tempo: discesa inarrestabile di Maietta che, partendo dalla sua difesa, corre per almeno 60 metri per infilare il sette della porta di Bressan. L’arbitro manda tutti negli spogliatoi con Grillo che protesta.

 

LA RIPRESA – Il Verona non frena la propria corsa. Sostenuto dai ventimila del Bentegodi macina chilometri in campo, con Berrettoni e Scaglia che si ripropongono sulla sinistra con sovrapposizioni continue, mettendo in difficoltà Pucino. Granoche “pestato” duro è costretto a uscire al 55’, al suo posto De Luca che appena entra si procura due angoli e fa ammonire Mareco che gli sbarra la strada senza fare tanti complimenti. Maran prova a cambiare le carte in attacco: dentro la torre Plasmati per Neto e Martinetti per Rivas. Il Varese sembra reagire, soprattutto con Plasmati, ma Rafael dimostra sicurezza nelle uscite e non lascia palloni utili per la sua testa. Il raddoppio del Verona arriva al 79’ con Ferrari che prima resiste al rientro di Troest e poi non grazia Bressan che viene battuto da un rasoterra. All’88’ viene espulso Cacciatore per somma di ammonizioni: il giocatore, dopo aver atterrato in area Gomez, e causato il rigore del 3 a 0, protesta con l’arbitro. Forse, al posto di Cacciatore, lì ci doveva essere Terlizzi, oggi in giornata no. Il Verona dilaga e solo una prodezza di Bressan in uscita nega il quarto gol a Bjelanovic. La partita si chiude con l’ammonizione di Troest per gioco scorretto e quattro minuti di recupero. Da segnalare una pioggia copiosa di birra dagli spalti sulla tribuna stampa.

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Pubblicato il 19 Maggio 2012
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