La strage di Capaci ci interroga sul presente
Al presidio davanti alla Prefettura organizzato da Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato politici e rappresentanti delle associazioni impegnate sul territorio
Alle 17.58 un minuto di silenzio e poi l’applauso. E’ terminato così il presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla prefettura per ricordare la strage di Capaci (Palermo) dove morirono per mano della mafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Una testimonianza ricca di significati che guarda anche al presente di un Paese, l’Italia, che sembra aver perso la rotta. Ricordare è doveroso, ma non bisogna dimenticare che quel dolore che attraversò l’Italia intera da Bolzano a Pantelleria, ci interroga ancora oggi con la stessa potenza di vent’anni fa su fatti che lasciano sgomenti e smarriti. «Non posso non ricordare oggi – dice Franco Stasi – la bomba di Brindisi e l’azione dei terroristi. Così come vanno ricordati i quattro lavoratori morti sotto le macerie dei capannoni in Emilia Romagna, dove lavoravano, già, anche quella nel 2012 è da considerare una morte violenta. C’è un clima di tensione in questo Paese che obbliga tutti noi, dal governo al sindacato, ad una riflessione. E la strage di Capaci riporta al centro dei nostri pensieri l’importanza delle risposte che uno Stato in certe situazioni deve essere in grado di dare. La manifestazione di ieri in piazza Repubblica degli studenti è stato un avvenimento straordinario e la dimostrazione che il vero perno della democrazia è la partecipazione».
«L’attentato a Falcone metteva in discussione in modo grave lo Stato – dice Carmela Tascone, segretario provinciale della Cisl -. Oggi è importante essere qui perché bisogna avere chiaro che la mafia è ancora presente anche nei nostri territori dove continua a fare affari. E’ quindi importante mettere in campo la partecipazione del sindacato per ricordare che i lavoratori, come sempre, di fronte alla libertà e alla democrazia non si tirano mai indietro».
Al presidio, oltre ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, erano presenti molte associazioni e politici del territorio, tra cui: Antonella Buonopane presidente provinciale di Libera, Rocco Cordì consigliere comunale di Sel, Sonia Brunelli segreteria provinciale di Sel, Stefano Tosi consigliere regionale del Pd, Enrico Angelini assessore comunale ai servizi sociali, Fabrizio Mirabelli consigliere comunale del Pd, Fabrizio Taricco segretario provinciale del Pd, Carlo Manzoni di Sodalitas, Franco Zanellati della Uisp, Mauro Sabbadini di Arci, Gabriella Sberviglieri consigliere provinciale di parità, Giuseppe Musolino coordinatore di "Un’altra storia", Tiziano Latini delle Acli, Jacques Amani coordinamento migranti Cgil, Anolf-Cisl.
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