L’omicida ha confessato: “Ho ucciso mio fratello”
Giovanni Basile ha ucciso il fratello Massimo dopo una furiosa lite causata dai problemi di convivenza nella casa di via del Riveccio a Calcinate del Pesce
Prima le urla, poi la colluttazione e infine l’omicidio. Carabinieri e pm hanno chiarito la dinamica dell’uccisione di Massimo Basile, l’uomo di 39 anni ammazzato dal fratello Giovanni, di 6 anni più vecchio. L’omicida ha confessato nel pomeriggio di venerdì 8 giugno nella caserma del comnado provinciale dei carabinieri di Varese ed è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dal vincolo parentale.
I fatti sarebbero andati così. Il litigio è nato intorno a mezzogiorno per motivi legati alla convivenza nell’abitazione di via del Riveccio a Calcinate del Pesce, rione di Varese: il fratello maggiore, Giovanni, si era trasferito da poco nella casa dove Massimo viveva con la fidanzata.
Giovanni da tempo era disoccupato (aveva lavorato come addetto ai servizi cimiteriali e come bidello) e soffriva di crisi depressive.
La scintilla che ha scatenato la tragedia è da ricondurre ai problemi dei due fratelli nella convivenza nell’appartamento di via Riveccio. Giovanni e Massimo hanno cominciato a litigare furiosamente, prima le urla e poi le botte. La fidanzata del più giovane ha cercato di intervenire, ma è stata buttata fuori di casa dall’omicida. La donna, accortasi che la situazione stava degenrando, ha chiamato il cognato, che è arrivato subito ed è riuscito ad entrare in casa, ma anche lui è stato preso a pugni da Giovanni e fatto uscire con la forza. Stessa sorte è toccata a un vicino che è entrato da una porta finestra laterale.
A quel punto, barricato in casa, Giovanni si è accanito su Massimo, strangolandolo e facendogli picchiare la testa sul pavimento fino ad ucciderlo. I carabinieri, avvertiti dai vicini allarmati dalle urla, sono arrivati in pochi minuti e hanno bloccato Giovanni Basile che prima ha fatto finta di nulla e poi ha tentato, inutilmente, la fuga dal retro della casa, evidentemente sotto shock.
L’uomo è stato arrestato e portato in caserma, dove ha confessato: «Ho ucciso mio fratello». Le indagini sono coordinate dal pm Luca Petrucci che ha disposto l’autopsia.
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