“W Assad”. Condanne da Pd e Pdl all’assessore Clerici
Il caso delle dichiarazioni a favore del regime di Damasco. Il coordinatore del Pdl Lara Comi contro quelle parole. Il Pd chiederà in consiglio comunale una sua abiura o dimissioni. I siriani scrivono ai giornali arrabbiati
«Condanno l’appoggio che l’assessore Clerici ha espresso al regime siriano di Assad e mi dissocio come parlamentare europea, dato che presto voteremo una risoluzione contro l’uso indiscriminato delle armi sui civili. Sono contraria a quello che ha detto il nostro assessore, e certo si tratta di parole preoccupanti che valuteremo». Ci saranno provvedimenti? «Ora no ma ce ne occuperemo anche all’interno del Pdl, probabilmente in coordinamento provinciale».
Parola chiare quelle di Lara Comi, il coordinatore provinciale del Pdl che oggi era al suo posto nella segreteria provinciale in via Carrobbio a Varese, e che non condivide una virgola di quanto esternato dal giovane assessore all’ambiente del comune di Varese Stefano Clerici: aveva apertamente sostenuto il regime di Assad scrivendo su internet “Tenga duro presidente” e successivamente rivendicato il dritto di esprimere una posizione politica favorevole all’attuale governo di Damasco.
Anche dentro il partito questa idea sta creando un caso: i giovani del Pdl della Valceresio ha espresso lo stesso concetto di Clerici: «Ho visto – spiega la Comi – ma credo siano posizioni più vicine a quelle dell’estrema destra. Il Pdl è invece su una posizione di netta condanna del regime».
La vicenda ovviamente non è passata inosservata, tanto che il Partito Democratico ha annunciato l’intenzione, al consiglio comunale di questa sera, di chiedere una censura. «Noi ci rivolgeremo al sindaco. Chiederemo che pretenda da Clerici delle pubbliche scuse – afferma il consigliere Andrea Civati – e qualora questo non avvenga che gli vengano revocate le deleghe, di modo che possa continuare a dire quello che gli pare e piace come libero cittadino e non come assessore».
Clerici da parte sua si difenderà invocando la libertà di pensiero e quella alla partecipazione politica non omologata. Ma la vicenda sta un po’ crescendo di tono. Arrivano ai giornali lettere di siriani rifugiati che protestano contro quelle parole e non è escluso un intervento ufficiale di esponenti dell’opposizione siriana.
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