Vi piacerebbe abitare in “via Grande Ignis”?
A Varese mancano quasi del tutto strade intitolate ai campioni dello sport. Ecco alcune proposte: cosa ne pensate?
Se a Milano in questi giorni si parla – complice la Gazzetta – di toponomastica applicata allo sport, noi proviamo a fare qualche proposta in tal senso, almeno limitandoci a Varese città, ben sapendo che
1) non è possibile per legge intitolare strade a persone ancora in vita;
2) costringere centinaia di persone a cambiare documenti è un intoppo che si può risolvere solo a suon di forti mal di pancia
3) stilando un elenco di nomi papabili ci dimenticheremo senz’altro qualcuno. E ci scusiamo in anticipo.
L’ideale sarebbe quindi pensare di omaggiare gli sportivi o su nuove vie – di solito se ne creano quando sorgono nuovi complessi residenziali – o su strade dove si trovano poche abitazioni e aziende (è capitato anche a noi di VareseNews, di recente, e purtroppo solo per motivi strettamente politici…).
Tra i nomi quindi che ci vengono in mente, citiamo così tre campioni del ciclismo: Luigi Ganna (vincitore del primo Giro d’Italia, come detto dà il nome al velodromo), il tre volte iridato e cinque volte rosa Alfredo Binda e Franco Giorgetti. Quest’ultimo – in pochi lo sanno – è stato il solo varesino e varesotto medaglia d’oro olimpica (Anversa 1920, inseguimento a squadre) prima di quella conquistata a Londra da Michele Frangilli. Binda in realtà ha intitolato un Largo nei pressi del palazzetto, accanto a via Pista Vecchia: bene, ma forse è un po’ poco per un campione di tale portata.
Per quanto riguarda i motori ci piacerebbe un ricordo di Renzo Pasolini (foto), pilota motociclistico che morì a Monza insieme a Jarno Saarinen nel ’73: romagnolo di nascita, il "Paso" visse per lunghi anni a Varese dove arrivò grazie all’ingaggio dell’Aermacchi. A lui la Cagiva dedicò un modello, la "Ducati Paso" 750. Sempre parlando di motori proprio il patron dell’Elefantino, Claudio Castiglioni, potrebbe essere preso in considerazione per una via.
E ancora, il basket: se – per fortuna – quasi tutti gli artefici delle cinque Coppe dei Campioni varesine sono ancora ben vivi e vegeti, si potrebbe pensare a omaggiare il primo coach di quel team leggendario, Aza Nikolic (foto a lato), scomparso nel 2000. O del suo predecessore Nico "il Tigre" Messina (scopritore di Dino Meneghin tra le altre cose). Oppure premiare l’intera squadra: cosa ne direste di una "via Grande Ignis" o, per evitare riferimenti a un’azienda, "via Valanga Gialloblu"?
Per quanto riguarda il calcio, con "Franco Ossola" già titolare dello stadio, il nome più logico è quello di Peo Maroso cui è appena stata dedicata la Curva Nord di Masnago: il fatto che sia recentemente scomparso rende però tutto più difficile (ciò vale anche per Castiglioni). Ma forse personaggi come Armando Picchi, Niels Liedholm o il mitico Pierino Magni (che giocò anche nella Juve e indossò tutte le maglie dall’1 all’11 visto che sapeva disimpegnarsi in ogni ruolo, portiere compreso) potrebbero ambire a un ricordo stradale. E ancora Bruno Arcari, mister del Varese più forte di sempre, quello che demolì 5-0 la Juventus.
L’hockey su ghiaccio, che vanta due scudetti e una coppa europea in bacheca, potrebbe candidare il canadese Bryan Lefley, allenatore scomparso nel ’97 in un tragico incidente quando era ct dell’Italia. Fu però lui a conquistare in panchina il secondo titolo dei Mastini targati Kronenbourg nel 1989.
Infine riportiamo a galla un’idea balenata nel periodo di Varese 2008 per celebrare il precedente Mondiale di ciclismo disputato in città, quello del 1951. Augurando lunga vita a Ferdy Kübler, ricordiamo che si era parlato di intitolare proprio al simpaticissimo fuoriclasse elvetico una strada nei pressi delle "Bettole", magari (almeno) quella rampa d’ingresso alla dirittura d’arrivo costruita proprio per i campionati del ’51 e riutilizzata pochi anni fa.
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