“Serve un’area per far correre i cani”
La proposta da parte dell'Italia dei Valori che scrive al sindaco e ai capigruppo consigliati: "Realizzare 200 metri quadri recintati"
«Serve un’area per cani cani, in città non ce ne sono». La proposta arriva dall’Italia dei Valori di Tradate, gruppo non presente in consiglio comunale ma che in campagna elettorale ha sostenuto la maggiornaza di centrosinistra. Antonio Furci ha infatti scritto una lettera a tutti i capigruppo consigliari e al sindaco Cavalotti chiedendo la creazione di un’area per cani di almeno 200 metri quadri, considerando anche la recente adozione della "Carta dei diritti degli animali".
«Tuttora non esiste un’area di sgambatura aperta al pubblico dove i padroni dei cani possano portare i loro amici a quattro zampe e lasciarli correre, giocare e socializzare con i loro simili in sicurezza e in libertà – spiega Furci -. A tale proposito invitiamo l’amministrazione comunale ad attivarsi per trovare gli spazi atti a tale servizio, ricordando però che per il benessere degli animali tale area deve essere dimensionata in accordo con il regolamento stesso e con le norme dettate dal buonsenso. Pertanto per ogni cane ospitato nell’area di sgambatura devono essere calcolati almeno 20mq. Per questa ragione ed in analogia con altre realtà già presenti nei comuni vicini, le aree di sgambatura devono avere come superficie minima 140mq, anche se è auspicabile una superficie minima superiore ai 200mq».
Il responsabile dell’Italia dei Valori di Tradate avrebbe anche trovato una soluzione pe rla sostenibilità economica del progetto: «Conoscendo le risorse attualmente in possesso all’amministrazione comunale, suggeriamo rendere possibile l’applicazione di striscioni pubblicitari sulla rete di tali aree, in modo tale che i proventi pubblicitari vadano a coprire le spese di installazione e gestione di tali spazi; inoltre si propone di valutare uno sgravio delle aliquote tributarie sui terreni privati dove il proprietario, a fronte di un accordo di comodato con comune, ceda l’usufrutto dei terreni per le realizzazione di aree di sgambatura».
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