L’Antropotauro finisce in tribunale
L'opera dell'artista siciliano Salvatore Fiume è stata posata questa mattina, lunedì 18 marzo, in Piazza Cacciatore delle Alpi
"L’Antropotauro e la sua donna", l’opera dell’artista siciliano Salvatore Fiume, è stata posata questa mattina, lunedì 18 marzo, in piazza Cacciatori delle Alpi. La statua, che richiama la mitologia classica, è stata offerta alla cittadinanza dall’Associazione VareseVive in memoria dell’imprenditore Luigi Orrigoni.
All’inaugurazione, che ha avuto luogo questa mattina alle ore 11, erano presenti Augusta Orrigoni, Paolo Orrigoni, il sindaco Attilio Fontana, l’assessore Simone Longhini e il giudice Miro Santangelo presidente del Tribunale e il presidente di Varesevive Giuseppe Redaelli.
Ma com’è nata questa donazione? L’ha raccontato proprio Giuseppe Redaelli durante la cerimonia: «La famiglia di Salvatore Fiume ci aveva messo a disposizione il calco in cera della statua e noi abbiamo offerto la disponibilità a finanziare la fusione in bronzo. E’ stata un’impresa che abbiamo potuto realizzare grazie a Luigi Orrigoni che ci diede una grande mano». Si tratta di una vera novità per la città di Varese: «Siamo orgogliosi di aver dato ai varesini una nuova opera d’arte per rendere ancora più bella la nostra città» ha osservato il primo cittadino. «Salvatore Fiume non è un artista del territorio ma è una grande artista italiano – ha aggiunto l’assessore alla cultura Simone Longhini – Varese dà comunque grande spazio agli artisti loali». Il presidente del tribunale Miro Santangelo ha ringraziato l’associazione Varese Vive e l’amministrazione comunale per il "regalo".
Si tratta del secondo ambiente urbano che viene riqualficato grazie alla sinergia tra questa associazione che riunisce cittadini varesini, dopo la nascita di una sala conferenze in via San Francesco. Tra il sindaco Fontana e l’imprenditore Redaelli c’è da tempo un forte rapporto di fiducia che ha molto contribuito a queste realizzazioni. Il sindaco si è impegnato due anni fa a rimuovere l’edicola nera, il "catafalco" che, posizionata davanti all’ingresso del tribunale, copriva lo spazio urbano della piazza e non aveva alcun senso filosofico o urbano.
Il posizionamento della statua è nato anche grazie a un referendum online che Varesenews ha proposto nel 2012 alla cittadinanza e che aveva dato un responso positivo. La circostanza è stata ricordata anche oggi da sindaco e assessore. E infine, una curiosità da "popolino". La statua – davvero bella e imponente a detta degli esperti di arte – ha un impatto diversi a seconda di dove la si guardi. Chi esce dal palazzo di giustizia ne vede le terga, e i frequentatori del palazzo di giustizia già si chiedono se porterà fortuna.
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