Maria Chiara Gadda (Pd), serve l’unità dei giovani eletti

La neoeletta deputata fagnanese propone una piattaforma aperta a tutti i giovani eletti under 35 per trovare soluzioni all'enorme problema della disoccupazione e della formazione giovanile

 

La giovane neodeputata del Pd Maria Chiara Gadda lancia il suo primo appello ai deputati di ogni schieramento che abbiano meno di 35 anni:  

«Da una settimana stiamo assistendo a una situazione del tutto inedita e di stallo. Uno stallo che non possiamo permetterci, né per il futuro dei giovani né per quello dell’Italia. Nelle ultime ore però siamo stati scossi dai gravissimi avvenimenti di Napoli e Perugia, che ci sconcertano e ci preoccupano perché evocano giorni tristi del nostro passato, e certificano l’urgenza di una risposta da parte dello stato democratico ad un malessere sempre più diffuso nel Paese. E’ da qui che ripartiamo. In queste ore la parola ricorrente è “responsabilità”. Responsabilità di non tornare alle urne e spendere altri 400 milioni di euro degli italiani, rischiando una bufera finanziaria che impoverirebbe ulteriormente la nostra già debole economiaE’ con questa parola che vogliamo quindi rivolgerci a tutti i parlamentari under 35 eletti alla Camera dei Deputati, di ogni schieramento. La sfida che abbiamo di fronte è troppo grande per arroccarci: c’è da rimettere in sesto l’Italia».

Così, in una nota, si esprime la giovane fagnanese cerca di unire le forze più fresche della Camera dei Deputati per trovare una linea comune a vantaggio dei giovani, il futuro del Paese: «Mettiamo da parte le diffidenze reciproche e, con la consapevolezza che tutti dobbiamo imparare come funzionano i meccanismi della democrazia, ragioniamo a viso aperto su cosa noi possiamo fare concretamente per i nostri coetanei – prosegue la deputata – Vogliamo che si fidino di noi perché diamo un esempio concreto di dialogo e sobrietà». Ecco i punti programatici sui quali cerca l’intesa dei suoi coetanei: disoccupazione giovanile al 38% (50% nel Mezzogiorno); 2 milioni di giovani che non lavorano, non studiano e non si formano. Ecco le idee su cui propone un ragionamento: garantire agli under 29, entro quattro mesi dal termine degli studi o dalla perdita di un impiego, una buona offerta di lavoro, un corso di perfezionamento, un contratto di apprendistato o un tirocinio di qualità; rifinanziamento e riforma del Servizio Civile; utilizziamo i soldi ricavati dai tagli ai costi della politica per garantire le borse di studio universitarie a tutti gli aventi diritto; mettiamo imprese e formazione universitaria in sinergia per dare risposte qualificate all’offerta lavorativa; tirocini e stage con retribuzione minima di 500 euro; diritto di voto per i fuori sede.

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Pubblicato il 13 Marzo 2013
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