Premio internazionale per un ricercatore tradatese
Gualberto Gussoni ha ottenuto un importante riconoscimento per un studio condotto nel campo delle malattie circolatorie. Nonostante i successi, i fondi per proseguire sono pochi
Un premio alla ricerca. Un premio internazionale a un varesino. Il dottor Gualberto Gussoni, nato a Tradate, ha ricevuto un importante premio per una ricerca presentata al Congresso Mondiale di Medicina Interna che si è svolto recentemente a Santiago del Cile: « Le ricerche erano oltre 1000, provenienti da più di 60 Paesi, e la nostra ha ottenuto il secondo riconoscimento – ricorda il medico che è Direttore Scientifico di FADOI, la federazione nazionale delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti – Una soddisfazione che si somma alle gratificazioni che abbiamo ottenuto ovunque abbiamo presentato i risultati del lavoro. Certo, oltre ai complimenti, però, si fa molta fatica ad andare avanti. Ci sarebbe bisogno di sviluppare ulteriormente la nostra linea di ricerca, ma i fondi sono scarsi e la probabilità che tutto si fermi è molto alta».Partita tre anni fa, la ricerca inizialmente coinvolgeva una rete ospedaliera più estesa, che si è progressivamente assottigliata soprattutto per difficoltà di ordine economico e burocratico, due fra i principali mali che affliggono la ricerca nel nostro Paese. Ma di cosa si tratta?
«Abbiamo somministrato a pazienti affetti da malattie delle arterie degli arti inferiori, un farmaco che, sommato alla terapia tradizionale, ha ottenuto due risultati importanti: è aumentata la capacità di camminare senza dolore di circa il 50%, e sono diminuite in modo significativo le complicanze a livello cardiovascolare».
I ricercatori hanno lavorato con 100 pazienti. Il gruppo è stato diviso a metà: a 50 è stato sommato alla terapia tradizionale il farmaco in studio, mentre gli altri 50 pazienti hanno continuato con le cure tradizionali.
Il primo gruppo ha ricevuto il farmaco in regime di day-hospital per 10 giorni consecutivi ogni tre mesi. Nel giro di un anno i progressi erano evidenti: «I pazienti che abbiamo studiato hanno severi problemi di circolazione. La loro capacità motoria è limitata: riescono a camminare per meno di 100 metri e poi devono fermarsi a causa del dolore. Il nuovo farmaco ha permesso loro di raggiungere un significativo aumento della capacità di cammino, che per alcuni pazienti ha
significato un sensibile miglioramento della qualità di vita. Ciò che più ci ha colpito, però, è il risultato ottenuto a livello circolatorio generale. Questa patologia, spessissimo caratterizzata da problematiche circolatorie diffuse, si accompagna frequentemente a ictus o infarto cardiaco: ebbene, mentre chi è stato curato tradizionalmente ha avuto un’incidenza del 30% di complicanze cardiovascolari (soprattutto cardiache), questa percentuale è scesa al 6% nel gruppo trattato con il farmaco aggiunto».
Nella progettazione e realizzazione dello studio il dottor Gussoni ha lavorato in stretta collaborazione con il Direttore del Dipartimento Area Medica dell’ospedale di Legnano, professor Antonino Mazzone, un esperto a livello internazionale sulle malattie circolatorie periferiche e sul farmaco oggetto della ricerca, nonché attuale Presidente di Fondazione
FADOI. «Come responsabile del Centro Studi della Società Scientifica FADOI – dichiara il dottor Gussoni – coordino l’attività di alcune centinaia di ospedali italiani che lavorano in rete in diversi ambiti di ricerca, per lo studio di numerose frequenti malattie, da quelle cardiocircolatorie, al diabete, alle patologie respiratorie croniche, alle malattie infettive severe. Nello studio premiato a Santiago del Cile la nostra idea era piuttosto semplice, provare ad anticipare i tempi di cura utilizzando un farmaco già in commercio e a volte prescritto in pazienti con malattia in fase più avanzata. I risultati ottenuti sono stati indubbiamente importanti: speriamo abbiano aperto una linea di ricerca che noi o altri siano in condizione di poter sviluppare, ampliando la casistica ed approfondendo l’esperienza che siamo riusciti a realizzare».
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