Sospesa l’attività del “Compro Oro” sulla Saronnese
Intervento della Polizia per verifiche sull'attività di acquisto e rivendita di oro: la catena di cui fa parte nei mesi scorsi ha anche lanciato una serie di pubblicità-choc usando ogni genere di tema scabroso
Sospensione dell’attività per tre mesi per il negozio di "Compro Oro" sulla statale a Castellanza, legato ad una catena balzata agli onori delle cronache anche per le sue pubblicità-choc. Il procedimento era stato avviato nelle settimane scorse da parte della Squadra Polizia Amministrativa della Questura, dopo il verbale e le sanzioni il proprietario aveva fatto ricorso, ma alla fine il Tar ha rigettato il ricorso e dunque è scattata l’effettiva sospensione dell’attività per il negozio, che è ben conosciuto anche per la presenza di auto di lusso usate come elemento per attrarre clienti: gli agenti del Commissariato di Busto sono intervenuti oggi per notificare il provvedimento di sospensione, deciso per "violazioni costanti alle prescrizioni contenute nelle licenze" previste dalla normativa di settore. Analogo provvedimento di sospensione (per un mese) è stato adottato per il punto-oro di Monza.
Già nel 2012 la Polizia era intervenuta sul "Compro Oro" di Castellanza, rilevando una serie di irregolarità e incappando anche nell’atteggiamento ben poco collaborativo dei due addetti alla sicurezza (uno dei due fu denunciato dalla Polizia). Più recentemente, il titolare dell’attività – che ha diversi punti commerciali tra Novara, Varese e la Brianza – è tornato sulle pagine dei giornali con una raffica di pubblicità-choc, che puntavano su temi scabrosi per fare colpo e attrarre i clienti pronti a vendere oro, sempre numerosi in questi tempi di crisi economica: tra i temi usati, quello dei preti pedofili, uno a sfondo religioso (con il titolare al posto di Gesù, come "Dio dell’oro") e poi anche un incitamento alla pena di morte. Dopo quest’ultimo caso era scattato anche l’intervento della polizia del Commissariato di Legnano, perché in quel caso i cartelloni pubblicitari erano allestiti nella zona dell’Alto Milanese. Documentazione e atti sono stati trasmessi dalla Polizia anche alla Procura di Busto Arsizio, per rilevare se ci siano eventuali reati.
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