Un cuore morbido e colorato per le donne operate al seno
Fatto di pezzi di stoffa, come le "pigotte", si tratta di un cuscino cucito a mano che non serve solo per scaldare il cuore, ma anche per dare sollievo a chi è stata appena operata al seno nell'ospedale di Circolo di Varese
Un cuore morbido, coloratissimo, fatto di pezzi di stoffa, come le "pigotte". Un cuscino cucito a mano che non serve solo per scaldare il cuore, ma anche per dare sollievo a chi è stata appena operata al seno, nell’ospedale di Circolo di Varese. E’ quello che hanno realizzato, e donato al reparto, le volontarie della delegazione della Valcuvia nella Lega italiana Lotta contro i Tumori.
«Si tratta di una bellissima idea per il postoperatorio – spiega la dottoressa Annamaria Grande, responsabile della fisiatria senologica dell’Ospedale di Circolo, destinataria del cuorioso, quanto utile, regalo – Noi utilizzavamo metodi diversi e meno efficaci, oltre che meno familiari di un cuore in stoffa colorata. In ogni caso risolve un problema reale: quasi tutte le pazienti, anche se gli viene asportato anche un solo linfonodo, lamentano del fastidio ascellare che rende più doloroso il recupero»
«Una paziente mi ha detto, dopo aver utilizzato il cuscino: "che bella idea avete avuto, ora sto meglio: mi sembra di avere preso una medicina" – piegato Teresina Crippa Colnaghi, volontaria di Brenta che da 28 anni fa parte della Lilt e cuore del gruppo valcuviano che ha fisicamente realizzato e pagato le decine e decine di cuori fatti con le loro mani – Volevamo dare sollievo, con queste parole abbiamo capito che c’eravamo riusciti». Il risultato, è stato ottenuto con la caparbietà e la pazienza del gruppo di volontarie: «Teresina e le sue ragazze sono state meravigliose: hanno donato i cuori con il cuore» Ha commentato la coordinatrice delle volontarie della Lilt, Patrizia Turri.
Quello della Lega Italiana per la Lotta ai tumori con il reparto oncologico è un lungo e proficuo sodalizio «La Lega Tumori è stata ed è importante nella prevenzione, ma ha grande importanza anche per la riabilitazione, di cui questa iniziativa fa parte». ha sottolineato Graziella Pinotti, primario oncologo all’ospedale di Circolo: «La lega Tumori a Varese è stata costituita nel 1948. Prima eravamo una associazione utile, ora siamo indispensabili. Questa iniziativa, che arriva a pochi giorni dall’inizio del "mese rosa" della prevenzione al seno, che è una delle nostre principali attività, è solo una di quelle di cui ci occupiamo – spiega Franco Mazzucchelli, presidente provinciale – quella che ci preoccupa ora è l’assistenza domiciliare ai malati terminali, che noi facciamo per per tutta la provincia, da 12 anni. Seguiamo 150 pazienti all’anno, costa una cifra impressionante e se non succede niente da aprile prossimo non potremo piu sostenerla».
Ma il segreto di un così bel connubio tra volontariato e struttura ospedaliera è in realtà qualcosa di più: «Questo è un esempio di come il volontariato riesca a migliorare l’offerta in una logica di rete: nell’ambito oncologico non ci sono conflitti di interesse» spiega Adele Patrini, apparentemente presidentessa di una associazione "concorrente" la Caos, ma oggi in prima linea a presentare l’iniziativa. UNa iniziativa nata da una piccola ma importante cosa: «Ho imparato, nella mia carriera professionale, che a volte è meglio non parlare ma ascoltare – ha commentato il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Gianluca Avanzi – Da lì si scopre che quelle che apparentemente sembrano piccole cose sono invece una soluzione a bisogni reali»
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