Caffi: “Tra gli artigiani c’è più consapevolezza”
L'orafo ha partecipato alla decima edizione di Art-Art con un'opera provocatoria
«Il fatto che ci siano molti artigiani che espongano pezzi d’arte vuol dire che c’è più consapevolezza rispetto al passato». A Giorgio Caffi, orafo e gioielliere, non piacciono le mode e la sua scelta provocatoria per Art-Art ne è la dimostrazione: un pugno di monete, un’opera che va al di là del tema del cibo, ma che invece spiega bene ciò che muove il mondo e in qualche modo anche la coerenza dell’essere e rimanere artigiano.
Sul nuovo Rinascimento italiano che passa dai laboratori artigianali, Caffi avverte un pericolo che è legato alla facilità con cui si mettono etichette legate al momento e, appunto, alle mode. «Gli artigiani bravi e capaci ci sono sempre stati, ciò che è importante è la capacità di mantenere una libertà creativa che non puo’ prescindere dalla conoscenza e competenza che vanno riconosciute sotto ogni aspetto, compreso quello remunerativo».
Come fare a riconoscere qualità e competenza, capacità e serietà dell’artigiano?
«Ci vorrebbe un servizio di feedback, un po’ come tripadvisor lo è per ristoranti, alberghi e pizzerie» conclude Caffi. Una sfida non semplice ma possibile.
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