Abolire i “pass”, il sindaco vota con Pd e Sel
Il nuovo regolamento li limita, ma l'opposizione ha proposto di eliminarli e il sindaco ha votato con il centrosinistra. così la maggioranza ha stoppato tutto
Il tema del nuovo regolamento dei pass stradali ai consiglieri comunali crea un pasticcio nelle votazioni e ieri sera c’è stato il fuggi fuggi, quando Sel (Rocco Cordì) ha proposto un emendamento che ne decideva l’abolizione totale, con un improvviso azzeramento di ogni privilegio. Un voto che ha colto di sorpresa i gruppi di maggioranza e che è stato accolto da un applauso, ma non era stato evidentemente previsto e concordato. Sel voleva emendare l’articolo 3 e procedere per l’abolizione totale dei pass. Lega e Pdl erano contrari, ma le defezioni hanno fatto passare il provvedimento. In particolare, hanno votato a favore il sindaco Fontana, il consigliere leghista Monti e hanno pesate alcune astensioni di Lega e Pdl. Colti di sorpresa, i gruppi di maggioranza hanno così’ deciso, nella successiva votazione, di bocciare il regolamento stesso, e di rimandarlo in commissione.
Un colpo di scena, in quanto il regolamento, elaborato dall’assessore leghista Piatti, nei mesi scorsi è stato lungamente discusso in commissione.
Un po’ di caos? D’altronde, basta vedere come hanno votato. L’emendamento che toglieva i pass ha avuto 14 voti favorevoli, 13 contro, 6 astenuti. Tutta la minoranza ha votato con Sel, ma il provvedimento è passato, oltre al sindaco, anche perché si sono astenuti 3 del Pdl, 2 della Lega, e il capogruppo Udc. Nel voto finale sul regolamento intero, invece, Lega e Pdl si sono ricompattati ma 2 consiglieri Pdl e il sindaco erano comunque assenti.
Il tema degli “odiosi privilegi” della politica è molto ghiotto, e la sinistra lo ha cavalcato con astuzia, tanto che il sindaco, intuito l’aria che tirava, ha preferito mettersi in favore di vento, lasciando ai partiti il compito di difendere i pass. Ma in questo modo emerge anche il fenomeno dei voti incrociati nella maggioranza, una incognita non da poco che propone qualche dubbio sul fatto che i gruppi di Lega e Pdl possano reggere alle future gravose decisioni che le città impone. Pdl e Lega si erano già divisi ad esempio sull’Imu. Pochi minuti prima.
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