Quartiere Pineta: “Salviamo i boschi di città”

Appello dei residenti del quartiere che, insieme a Legambiente, hanno raccolto 200 firme per chiedere agli amministratori di non far costruire nelle aree verdi della zona

"Salviamo gli ultiumi boschi di città". Questo l’appello è lanciato da Legambiente Tradate e dagli abitanti del Quartiere Pineta a tutti i politici, gli amministratori e a tutta la cittadinanza, affinché i due grandi boschi del quartiere Pineta «non scompaiano sotto le ruspe della cementificazione – spiegano in un comunicato di Legambiente -. I boschi in questione sono quello conosciuto come Pratolungo, tra Via Leoncavallo e Via Montechiaro, e quello che resta di Via Broggi, dato che oltre metà di quest’ultimo è già stata sacrificata a villette e palazzine».

«Recentemente infatti si è avviato il cantiere per i lavori di edificazione nel terreno di via Broggi e i cittadini possono assistere al triste spettacolo delle ruspe che spianano il bosco – spiegano dal gruppo ambientalista -. Nell’ottobre 2010 con 200 firme i residenti del Quartiere Pineta e altri fruitori tradatesi di tale zona hanno esplicitamente dichiarato la loro contrarietà alla trasformazione di un intero bosco in una nuova zona residenziale. Rammentiamo, inoltre, che Legambiente Tradate nel maggio 2009 ha presentato la petizione popolare “ZERO CONSUMO DI SUOLO, SALVIAMO IL FUTURO” con 800 firme di cittadini tradatesi, i quali hanno esplicitato il proprio pensiero ed effettuato un’equivocabile richiesta! Il Piano di Governo del Territorio, attualmente in progettazione, deve essere partecipato e condiviso, per cui è doveroso tener conto di questa espressione popolare documentata».

«È il nostro territorio, la nostra storia fatta di boschi e di campagne, che sta man mano scomparendo – concludono da Legambiente -.  Le aree verdi residuali, all’interno del tessuto urbano, devono essere tutelate quanto e più di quelle periferiche (come il Parco Pineta e le aree agricole), perché il valore di questi terreni sta proprio nel fatto di dare respiro a un’area urbana sempre più densa e cementificata. Ormai da tempo si vedono in Tradate gli effetti delle scelte infelici fatte in campo urbanistico dal vecchio PRG e si noteranno ancora di più nei prossimi anni, quando, per esempio, scomparirà il parco di Villa Mayer per una grandissima lottizzazione, quando il Parco Inzoli sarà dimezzato dalla costruzione di 9 ville, quando alle Ceppine spunteranno un numero imprecisato di villette. E’ il momento di dire BASTA e di fermarci ai 1000 appartamenti vuoti esistenti, ai 1000 appartamenti già in arrivo per le lottizzazioni in corso e ai 300 alloggi che si potrebbero ricavare dal recupero dei centri storici. Nei prossimi anni sorgeranno abitazioni capaci di accogliere ben 6000 nuovi abitanti. Verosimilmente arriveranno in un periodo ben più lungo e nel frattempo tali abitazioni saranno obsolete. Ha senso costruire ancora di più? E ha senso lottizzare due grandi boschi, grandi polmoni verdi che donano tanto benessere ai cittadini? E’ questo l’appello degli abitanti del Quartiere e dell’Associazione ambientalista: salviamo almeno questi boschi»

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Pubblicato il 09 Dicembre 2013
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