Dietro le quinte dell’Open day
L'ateneo è "in vetrina" per un giorno. All'organizzazione dell'evento lavorano più di cento persone tra professori, personale tecnico e studenti
Ci sono i kit per i partecipanti da preparare, le magliette da distribuire, le aule da allestire e un intero programma di eventi da far funzionare. Insomma, è una macchina organizzativa tutt’altro che banale quella che sta alle spalle di un appuntamento come l’open day dell’Università dell’Insubria. Il successo di questo evento – trecentocinquanta partecipanti a Como e novecento a Varese – si deve in gran parte alla collaborazione e all’impegno che tutti i protagonisti dell’ateneo – dai professori agli universitari – dedicano per promuovere la loro università. Da questo punto di vista l’open day è forse il momento in cui, più di ogni altro, l’Insubria riesce a mostrare sotto lo stesso volto, tutte le anime che la compongono.
«Alla realizzazione di un open day come quello di stamattina al campus di Bizzozero partecipano più di cento persone – spiega la dottoressa Michela Prest, delegata dal rettore per l’orientamento -. L’attività di organizzazione inizia parecchi giorni prima. Ma c’è sempre grande entusiasmo perché è una vetrina per l’ateneo e il momento in cui l’università può raccontare le sue caratteristiche e peculiarità, i suoi punti di forza ma anche gli elementi che possono essere migliorati. All’open day partecipano tutti: i docenti, che sono impegnati nelle lezioni aperte, il personale tecnico che è quello che poi accompagnerà gli studenti in tutto il percorso universitario e i ragazzi che già frequentano l’ateneo. Le attività che vengono presentate, oltre alle lezioni classiche e alle simulazioni dei test, sono scelte sulla base delle peculiarità dell’università. Oggi ad esempio, abbiamo proposto dei laboratori e la simulazione di un processo giuridico, non solo perché si tratta di attività "appariscenti" che ben si prestano a una manifestazione come l’open day, ma soprattutto perché rappresentano il lato più pratico della nostra offerta formativa. I ragazzi sembrano avere apprezzato e noi siamo molto soddisfatti».
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