Il “day after” dell’Olona tra fango e normalità
Tanto fango e pochi danni è passata la piena del fiume attraverso i paesi della valle. Ma se il maltempo non è stato una catastrofe il merito è solo della diga di Malnate che ha trattenuto quasi 1,5 milioni di metri cubi d'acqua
E’ una giornata come tante altre quella vissuta lungo la Valle Olona. Nessuno sta spalando fango da case e aziende, ciclisti e runners hanno ripreso a fare sport e gruppi di anziani si fermano a scrutare il fiume. Solo l’erba appiattita, il fango di alcuni tratti di riva e l’impeto delle acque ricordano l’emergenza che non più tardi di ieri ha vissuto l’intera valle. Dalle 11 di martedì mattina fino al tardo pomeriggio, rivelano i dati del Centro Geofisico Prealpino, il fiume a Fagnano Olona ha superato la soglia di allarme raggiungendo anche i 2 metri e 60 inondando gran parte delle campagne circostanti. «Qualche anno fa qui saremmo stati completamente sott’acqua» racconta un anziano che passeggia con la sua bicicletta incrostata dal fango e guarda la furia impetuosa dell’Olona. Lui si riferisce a «quando da qui passavano ancora i treni carichi di legna che andavano alla cartiera» ma anche in tempi ben più recenti l’Olona ha fatto paura.
Se infatti oggi la Valle Olona può vivere una giornata normale il merito è di un’opera che negli anni ’60 era solo un’idea ma che oggi è una (gigantesca) realtà: la Diga di Malnate. Il fiume è sì esondato in diverse aree ma se non si sono creati particolari problemi il merito è di questa enorme vasca di laminazione che ieri ha raccolto migliaia di metri cubi di acqua. Lo sbarramento ha infatti trattenuto fin dalla prima mattina le acque che provenivano dalle montagne raccogliendo una quantità complessiva che ha sfiorato la capacità massima della diga: 1,5 milioni di metri cubi d’acqua.
Solo dalle 20 di ieri, quando le acque esondate sono state riassorbite dal fiume, le paratie della diga si sono aperte rilasciando progressivamente l’acqua accumulata. Proprio per questo motivo oggi le acque del fiume sono ancora ben sopra la media di portata e sfiorano ancora i ponti. Bisogna però fare in fretta: già da venerdì sono previste nuove intense precipitazioni e la diga di Malnate potrebbe dover tornare in funzione. E dire che questa enorme opera era stata costruita per entrare in funzione una volta ogni 200 anni.
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