Funziona a pieno regime “l’autostrada dei pesci”
Si tratta del corridoio ittico più altro d'Europa che sembra essere apprezzato da ben 11 specie che finora l'hanno risalito per spostarsi da Maggiore a Ceresio
Dopo la disastrosa morìa di pesci dovuta alle opere di regimentazione della centrale idroelettrica di Creva, sempre dallo stesso bacino arriva una buona notizia legata al mantenimento della biodiversità e della conservazione delle specie.
I risultati di quella che è stata ribattezzata “l’autostrada dei pesci più alta d’Italia” sono visibili proprio in questi giorni: si tratta del passaggio delle specie ittiche che popolano i laghi Maggiore e Ceresio e che utilizzano questo corridoio ecologico per gli spostamenti. Proprio l’entrata in azione a regime del passaggio per i pesci della diga di Creva, fortemente voluto dalla Provincia di Varese, costruito con Enel, Canton Ticino e Regione Lombardia grazie all’importante contributo di Fondazione Cariplo, è stata lo spunto del convegno tenutosi qualche giorno fa a Luino.
L’opera è tecnicamente una “scala” di risalita a bacini successivi, la più alta del Paesde visto che copre un salto di 24 metri, che permette la riconnessione ecologica dei laghi Ceresio e Verbano. La presenza di una camera di monitoraggio, dotata di telecamere che si attivano automaticamente al passaggio dei pesci, ha consentito di verificare il transito, sino ad ora , di ben 11 specie ittiche, tutti migratori a corto raggio che si spostano in salita dal Verbano al Ceresio.
Si tratta di un risultato insperato in quanto dal momento della attivazione della scala di risalita, agosto 2014, non si è ancora giunti al momento di massima mobilità dei pesci, che coincide con la stagione primaverile. Barbi, trote, vaironi anguille e cavedani stanno per così dire “scaldando i motori” e collaudando con successo questo piccolo, ma efficiente corridoio ecologico artificiale giunto ormai alla sua fase operativa. Per il futuro sarà possibile visitare la camera di monitoraggio anche da parte delle scuole della zona, come già succede per l’analoga struttura collocata sulla traversa di Ponte Tresa.
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