Scaraventata nel lago dai bulli
La brutta esperienza vissuta da una ragazza sul pontile della Schiranna. Due giovani l'hanno buttata in acqua senza che nessuno sia intervenuto per aiutarla
Gentile direttore,
metti un pomeriggio al lago, sul pontile a prendere il sole. Poi mettici sopra una banda di adolescenti capaci di tutto. Poi io il mio libro, il cellulare e le cuffiette nelle orecchie e due di loro che mi prendono di spalle e mi scaraventano in acqua (non so se avete presente l’acqua del lago di Varese) e fuggono.
Ebbene sono riemersa con le mie forze e a fatica mi sono aggrappata al pontile quando nessuno dei presenti ha mosso un dito fino a quando non ho chiesto esplicitamente aiuto perché allo stremo delle forze per poter risalire.
Sta di fatto che potevo morire lì sotto e nessuno avrebbe fatto nulla (mettiamo che non sapessi nuotare o mi facevo prendere dal panico e non riuscivo più ad emergere o ci fosse stato qualcosa sotto quella melma di appuntito o un sasso?).
Sono scossa, sconfortata e schifata da ciò che si è diventati a partire dagli “adulti” fino ad arrivare a quei ragazzi bulli ai quali ormai è permesso tutto e tutto diventa lecito perché tutti stanno a guardare. L’unica arma che ho è la denuncia ed è quello che farò sperando anche che le telecamere del posto abbiano ripreso tutto.
E’ difficile accettarlo ma a mie spese oggi ho imparato che devo mettere da parte il mio spirito di comprensione e fiducia verso il genere umano. E’ veramente orribile pensare di vivere così, in un mondo nel quale non si è più tranquilli e liberi un pomeriggio di prendere ed andare a rilassarsi da qualche parte.
La reazione delle persone intorno è sintomatica di questo sistema malato che ammala questi ragazzi che ormai fanno tutto ciò che gli salta in mente, anche di prendere una perfetta sconosciuta che è lì a farsi i fatti suoi e buttarla nel lago senza alcuna concezione di ciò che potrebbe accadere di tragico in questo gesto per loro “scherzoso”. Giuro, mi piacerebbe tanto parlare con i loro genitori… e tanti ma tanti ceffoni a queste persone.
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Si è interdetti davanti a queste situazioni. Dispiace per l’esperienza vissuta e al contempo con piacere il finale è positivo. Viviamo in tempi dove indifferenza e opportunismo regnano sovrani, ma non è tutto così, ovvio! Però “quei” genitori, sono gli stessi che non restano indifferenti (un es. per tutti) davanti all’uscita dell’ultimo modello di i-phone o altro. Facendo le notti! Allora anzichè ceffoni, lavori ma pesanti, magari un anno in Siberia? E a G.M., auguro di “vivere, nel migliore dei modi che desidera ” … ” … perchè la vita è bella e la voglio vivere sempre più … ” come recitava una canzone anni fa e le auguro di tenere sempre accesa la fiammela della coscienza, perchè come ha potuto constatare ce n’è ben poca, oggi, nel prossimo.
Senza parole..
viviamo in un periodo storico dove il senso civico,il rispetto per se stessi ,il rispetto verso terzi e l’onestà sono AZZERATI.
Più che questi, perdonatemi il termine, “stronzetti” che sarebbero da rieducare a ceffoni mi fanno orrore le persone presenti che nulla hanno fatto per aiutare la povera ragazza.
E’ proprio vero il commento del lettore Senesi…ci hanno azzerato la coscienza civica comprandoci con un iPhone. Tutto il giorno capo chino a venerare l’edonismo mediatico dei propri selfie e facezie. Opportunisti ed arroganti nella loro auto-glorificazione perpetua ed intanto una ragazza chiede aiuto per non affogare.
Ciao G. desidero scusarmi per tutti quegli imbecilli, sia quelli che hanno agito che quelli che non lo hanno fatto perché entrambi lo hanno fatto in modo vile e codardo. Hai ragione, la tua storia poteva anche finire tragicamente come una di quelle che purtroppo leggiamo di frequente.
Ti prego però di non perdere l’ottimismo e la speranza che un giorno questo Mondo possa diventare veramente migliore; probabilmente siamo ancora in pochi ma ogni giorno qualcuno risolleva la testa, si rialza in piedi, si toglie la polvere di dosso e guarda avanti, non disperare!