
“Marantelli, se ci credi ti devi candidare”
Il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri lancia un messaggio al deputato: "Dopo Renzi, il partito è contendibile. Non devi chiedere il permesso, se hai un progetto misurati con il consenso"

Marantelli può candidarsi alle primarie, nessuno glielo impedisce. Se si tira indietro, è una sua decisione. E non del partito. E’ un messaggio molto deciso, quello che il segretario regionale Alessandro Alfieri lancia al Pd di Varese e al deputato che vuole ritirarsi dalla corsa delle primarie dando la colpa a un aut aut della segreteria cittadina.

Marantelli ci ripensi
«Daniele Marantelli ci ripensi – spiega Alfieri – non ha bisogno di chiedere il permesso al segretario cittadino del Pd per partecipare alle primarie. Se ha un progetto lo metta in campo e si confronti viso aperto con il consenso. Da Renzi in poi, lo schema nel partito è cambiato. La vittoria qui è contendibile e nessuno può bloccare la democrazia delle primarie».
Errori della segreteria cittadina
Messaggio con due destinatari, quello di Alfieri. Da un lato la segreteria cittadina viene bocciata per aver creato una situazione poco gestibile, ma anche al deputato Marantelli Alfieri rivolge una critica: «Se ci crede deve candidarsi. Ma nessuno dica che nel Pd ci sono i brutti e cattivi che vogliono impedirglielo».
Riaprire i giochi
Il segretario Alfieri vorrebbe riaprire tutti i giochi. Nel 2016 Varese andrà al voto. In autunno si terranno le primarie (non è stato ancora deciso se saranno solo del Pd o aperte a tutto il centrosinistra, ma la seconda ipotesi è più probabile). Lunedì scorso l’onorevole Daniele Marantelli, senza aver mai ufficializzato la sua discesa in campo, ha annunciato che si ritirava perché il segretario cittadino Pd Luca Paris gli ha chiesto di fare un passo indietro. «Sono rimasto stupito dalla vicenda Marantelli – afferma Alfieri – non vorrei passasse il messaggio che decidono tutto tre persone in una stanza. Le primarie devono essere più aperte possibili. Il Pd che sia il baricentro di un centrosinistra aperto a tutti. Per questo dico che bisogna segnare una svolta. E’ una vecchia stagione oramai finita – continua – quella in cui si chiedeva il permesso di candidarsi al segretario di partito. Ora si presenta un progetto direttamente ai cittadini. Si va avanti senza paura del giudizio degli elettori, a viso aperto, e senza tanti tatticismi. Vale per tutti – conclude – anche per Marantelli».
Primarie? Un nuovo percorso
Che cosa accadrà? «Io dico questo – sottolinea alfieri – Le primarie sono ineludibili. Grande apertura a tutti i candidati. Se il Pd vorrà poi ragionare su un candidatura prevalente, semplificando un po’ il quadro, può ancora farlo. Ma questo percorso presuppone saggezza e responsabilità degli organismi dirigenti. Mi aspetto ad esempio che vengano coinvolte tutte le persone che a Varese radicamento e consenso, come l’ex consigliere regionale Stefano Tosi, la candidata alle comunali del 2011 Luisa Oprandi e lo stesso Daniele Marantelli – chiude Alfieri – a cui tutti riconoscono una presenza».
A tutt’oggi c’è un solo candidato che si è presentato ufficialmente, Dino De Simone. Ma hanno dato la loro disponibilità il consigliere comunale Andrea Civati, e l’avvocato Davide Galimberti (che sarebbe il candidato di Luca Paris)
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