Traffico di pezzi militari, 2 arresti in caserma

L'inchiesta parte da Varese, ma la guardia di finanza ha scovato nella sede del 70esimo stormo dell'aeronautica di Latina tre marescialli che rivendevano illegalmente parti di velivoli

guardia di finanza generiche

Alcuni pezzi di aerei militari prodotti da Alenia Aermacchi (del tutto estranea alla vicenda) venivano rivenduti da militari furbetti nella caserma di Latina: un maresciallo è stato arrestato ieri mentre stava passando un plico a un intermediario di una società aeronautica civile, mentre altri due marescialli sono stati indagati, insieme a un faccendiere di Treviso, che si sarebbe occupato di piazzare gli oggetti all’estero.

E’ l’inchiesta condotta dal comando provinciale della guardia di finanza di Varese con il pm della procura della repubblica Giulia Troina. Indagando su altre vicende, gli inquirenti si sono imbattuti nel traffico di pezzi militari e la pista ha portato dritto alla caserma del 70esimo stormo dell’aeronautica militare di Latina. I finanzieri hanno subito individuato 3 sottufficiali coinvolti, ma ieri hanno intercettato il maresciallo addetto all’ufficio dismissioni che consegnava un pacco a un complice contenente una valvola idraulica e un attuatore che regola l’apertura del carrello degli aerei, di proprietà dell’amministrazione militare

Il maresciallo di 45 anni, C.S. e un dipendente di una società privata, D. L. di 54 anni, sono stati arrestati e portati in carcere a Santa Maria Capua Vetere (prigione militare) e Latina, con le accuse di peculato e ricettazione militare.

La guardia di finanza ha sequestrato e ordinato una perizia su due container contenenti pezzi di ricambio che, si sospetta, stavano per essere venduti in maniera truffaldina. Gli indagati nel complesso sono 3 sottufficiali dell’aeronautica militare in servizio presso quella caserma e due 2 complici civili, operanti nel settore dell’aviazione civile, che fungevano da intermediari per la successiva rivendita, anche all’estero, del materiale aeronautico militare. Uno di questi abita in provincia di Treviso ed era il gancio per piazzare all’estero i pezzi.

L’arresto è stato effettuato in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Ciampino (in qualità di polizia militare). Sequestrato numeroso materiale durante le perquisizioni.

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Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 16 Giugno 2015
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