Primarie, tensioni: “Io non voglio Marantelli”

C'è chi fa pressing sull'onorevole, e chi invece gli chiede di non farlo

Renato Pozzetto e Enrico Ruggeri sul palco di Microcosmi 2015

Si va definendo la griglia dei candidati alle primarie del centrosinistra. Lunedì sera il direttivo del Pd ratifica la scelta di effettuare la consultazione con il comitato civico Varese 2.0, ci sarà tempo probabilmente fino a metà novembre per le candidature.

C’è tensione a sinistra per la scelta di Sel di non aderire (e per le accuse che ne sono seguite) mentre c’è molta curiosità e attesa sulla decisione dell’onorevole Daniele Marantelli a cui alcuni esponenti del partito hanno chiesto di partecipare alle primarie.

Il dibattito su Marantelli va avanti sia nel partito che fuori. Oggi addirittura un sindaco del Pd, Silvio Aimetti, interviene sulla sua pagina facebook auspicando che Marantelli non partecipi alla primarie. Aimetti all’ultimo congresso provinciale aveva sostenuto il renziano Astuti, eppure secondo molte ricostruzioni i renziani vorrebbero che il deputato di Varese partecipasse.

La posizione di Aimetti è quindi decisamente personale anche se il sindaco di Comerio, divenuto famoso per aver “prestato” casa sua ai profughi, è apparso nel blog di Dino de Simone, uno dei due candidati del Pd alle primarie. Fino a oggi i candidati sono Davide Galimberti (Pd), Dino De Simone (Pd) e Daniele Zanzi di Varese 2.0. Ecco la nota di Aimetti.

Sto leggendo in questi giorni molti endorsement o richieste di discesa in campo all’on. Daniele Marantelli quale candidato sindaco di Varese. Il mio parere è diverso, nel senso che la mia speranza è che non si candidi ma che, facendo riferimento anche a quanto postato l’altro giorno da una persona del mio partito che stimo molto, Giuseppe Adamoli, che lo invitava a prendere una decisione dicendo o si/si o no/no, possa invece dire no/si e cioè, no alla candidatura e si all’appoggio, dopo l’esito delle primarie, al candidato che correrà per la carica di Palazzo Estense. Pur essendo un sindaco da oltre quattro anni , iscritto al PD da circa 3 (sono un nativo in un certo senso), non ho mai avuto l’opportunità di conoscerlo, ma da quanto letto nei suoi interventi e dai diversi colloqui avuti con persone che lo conoscono, mi sono convinto che il suo supporto da esterno, in questo momento, sarebbe probabilmente più prezioso della sua candidatura. Resta chiaro che se si candiderà e vincerà le primarie sarò il primo, magari in un progetto più ampio di città federata, a rendermi disponibile nel collaborare per quanto è nelle mie capacità”.

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 19 Ottobre 2015
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