Auto “sdoganate” senza pagare, 50 macchine sequestrate
La Finanza scopre un giro di veicoli importati illegalmente da privati. Violata la convenzione di Istanbul che disciplina l’uso dei veicoli immatricolati extra Ue
Ci sono regole precise per importare macchine da fuori l’Unione Europea, dalla Svizzera, ad esempio.
Regole che si trovano nella Convenzione di Istanbul e che secondo la Finanza di Varese sono state disattese: un giro di veicoli che è costato ai proprietari il sequestro. In tutto 50 macchine sono state poste sotto sequestro dalle Fiamme gialle del Comando Provinciale nei primi 10 mesi dell’anno.
Le auto non sono tuttavia in capo ad una società: le indagini dei finanzieri hanno difatti messo nei guai altrettanti proprietari di vetture; si tratta quindi di privati cittadini.
Secondo la Convenzione di Istanbul, i mezzi di trasporto immatricolati fuori del territorio doganale comunitario, ad uso privato ed intestate a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio della Comunità in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (dazi ed IVA), per un periodo massimo pari a 6 mesi, anche non consecutivi, a decorrere dal primo ingresso nel paese.
Il veicolo può essere utilizzato esclusivamente dall’intestatario, ovvero da un congiunto entro il 3° grado parimenti stabilito fuori dal territorio doganale comunitario, oppure da altra persona stabilita fuori dal territorio doganale, purché debitamente autorizzata dal titolare nonché da persona stabilita nel territorio doganale comunitario a condizione che il titolare od un suo congiunto, entro il 3° grado, si trovi a bordo del veicolo.
La medesima norma prevede, in deroga a quanto disciplinato, la possibilità che il veicolo immatricolato fuori del territorio doganale comunitario ed utilizzato per uso privato, possa essere utilizzato, in determinati casi e con determinati limiti temporali anche da persone fisiche stabilite all’interno della comunità, in possesso di apposite autorizzazione rilasciata dal competente Ufficio doganale.
L’azione preventiva e repressiva svolta dalla Guardia di Finanza della provincia di Varese, principalmente è stata incentrata proprio nell’individuazione dei veicoli utilizzati da persone residenti in Italia che, senza l’autorizzazione doganale ed in violazione della convenzione di Istanbul, erano alla guida di un’auto immatricolata nella vicina confederazione elvetica.
Gli oltre 50 cittadini italiani sono stati segnalati all’Agenzia delle Dogane in quanto si sono resi responsabili dell’illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da 2 a 10 volte i diritti doganali (dazi ed IVA), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato.
Il contrasto alle varie forme di contrabbando è una delle missioni istituzionali cui la Guardia di Finanza pone maggiore attenzione e risorse a tutela sia dell’Erario che del bilancio dell’Unione Europea.
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