Fiori e piante oltre il Molinetto e al pratone delle Pizzelle
Nuova lezione di botanica di Teresio Colombo, estimatore delle aree verdi della città di Varese
Il giorno 4/8 accetto il passaggio di mia figlia Lidia che mi porta in via del Molinetto che è la prima strada a sinistra della strada per Bregazzana, attraversato il ponte sull’Olona si superano le case imboccando la strada che sale abbastanza rapidamente, fatto qualche metro, un rudere di un vecchio cancello con il cartello indicativo di divieto di transito, che si vede messo da non si sa chi e per quale motivo, con tutte le indicazioni per raggiungere la ex cascina Tagliata, superato il cancello arriviamo alla prima curva dove vi è uno spazio per il parcheggio, dopo essere sceso dall’auto mi incammino per la discesa dove ho visto in andata dei bei fiori gialli si tratta della Linaiola o Linaria comune (Linaria vulgaris) (01,02) la scrofulariacea ampiamente presente ne nostro territorio malgrado le difficoltà di riproduzione dovuta alla copertura degli stami che solo un insetto di un certo peso riesce a rimuovere la chiusura, il nome deriva dalle foglie somiglianti a quelle del lino; il vero motivo per il quale sono sceso è per vedere la fioritura dell’Erba cucco (Cucubalus baccifer) (03,04) la cariofillacea sempre più rara ma spontanea, residuo senza dubbio dell’ultima grossa glaciazione, e che da anni ritrovo fiorita in questa punto dove pur essendo un passaggio frequentato non sembra riscuotere molte attenzioni, poche sono le notizie relative alla pianta che comunque è certamente edule per quanto riguarda le foglie, sul frutto le notizie sono minori ma non risultano apprezzamenti positivi; ritornando verso l’auto constato la presenza della Codolina comune o coda di topo (Phleum pratense) (05,06) una graminacea per secoli dimenticata ma riscoperta da un agronomo nord-americano è stato largamente diffuso nei foraggi per bovini accorgendosi molto più tardi che il polline di questa erba è causa di molte allergie; nel frattempo, al limitare del bosco, dove senza risultato avevo cercato il cardo vedo il Silene dicotoma (Silene dichotoma) (07) anche questa una cariofillacea abbastanza comune.
Il giorno 11/8, vedo il cielo sopra me abbastanza limpido anche se con vento forte e dico a mia moglie che vado a fare un breve giro al pratone basso delle Pizzelle per fare le fotografie per terminare questo pezzo, grazie al fatto di un traffico scarso poco dopo le 8.30 l’autobus arriva in piazzale Pogliaghi da dove mi avvio per le Pizzelle dopo aver rimirato il panorama con nubi assai scure sulla catena alpina. Salgo dal sentiero della scaletta dopo il bar il Ceppo e sui gradini vedo drupe rosse, presumibilmente fatte cadere dal vento che precede e segue i temporali, sulla mia destra non ci sono alberi che producano drupe e sulla sinistra ci sono arbusti che non hanno mai attratto l’attenzione e, invece è proprio fra quegli arbusti che si trova un Corniolo maschio (Cornus mas) (08,09) questa cornacea con le sue corniole viste con il colore rosso non più lucido che assumono normalmente al mese di settembre al termine della maturazione eduli, ma da tempo trascurate come frutta; appena arrivato al grosso prato ho la fortuna di vedere il fiore del Cardo nano (Cirsium acaule) (10,11) la composita, che è la prima volta che mi capita di vedere non in fotografia ma nel suo ambiente, indicata come rara nel testo “La flora in Provincia di Varese” a cura di P. Macchi, ma qui abbondantemente rappresentata; anche l’Astro di Virgilio (Aster amellus) (12) altra composita che ha iniziato la sua fioritura nei punti più esposti; è invece in piena fioritura il Fiordaliso stoppione (Centaurea jacea) (13,14) la composita tipica dei prati magri a fioritura tardiva; numerosa anche la fioritura della scrofulariacea denominata Spigarola bianca (Melampyrum prtense) (15) qualche difficoltà ho avuto nel riconoscimento fino a che non mi è stato chiarito che la pianta può cambiare di aspetto secondo la stagione in ci vene esaminata; ma ecco una giovane roverella con le galle delle vespe (Cynipidae) (16)che costituisce il nido delle larve di questi insetti. Anche le Carline bianche (Carline acaulis) !17) della sottospecie “caulescens” la composita che cresce dai 900 metri fino ai 1200 con un gambo anche di 50 cm mentre ad altezze superiori il gambo diminuisce; una bella sorpresa è stata il ritrovamento di un cespuglio di un’altra composita la Cerretta comune (Serratula tinctoria) (18) un tempo erano utilizzate le foglie di questa composita per tingere in verde le lane; questa volta ho trovato alcuni cespugli di Ononide spinosa (Ononis spinosa) (19) la leguminosa che il contadino chiamava “stancabue” perché con il suo apparato radicale assai sviluppato anche in profondità costituiva un reale intralcio nel lavoro di aratura dei prati, anche per le vaccine la pianta, le cui foglie se strofinate emanano un odore sgradevole, qualora le ingerissero avrebbero trasmesso al latte ed ai suoi derivati il medesimo odore. Terminato il giro in questo ampio prato e facendosi sempre più scure le nubi preannuncio dell’imminenza del temporale vado a prender la funicolare per scendere, ma malgrado tenda a camminare con una certa rapidità non mi sfugge la presenza di alcune piantine di Morella comune (Solanum nigrum) (20) pianta tossica in tutte le sue parti.
Teresio Colombo
Pur ringraziando l’amministrazione comunale per i servizi di trasporto garantiti per raggiungere le diverse parti della città devo sottolineare che il succedersi di orari diversificati quali lo scolastico, il festivo, il non scolastico, il ridotto estivo e così via rendono difficile il pianificare le uscite che richiedono l’uso di più mezzi favorendo così scelte individuali assai dannose per tutta la collettività.
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