Pericolo zecche: cosa occorre sapere
Con l'arrivo della bella stagione, tra la vegetazione proliferano questi parassiti che, per il proprio ciclo riproduttivo, hanno bisogno di nutrirsi di sangue
Pericolo zecche. Con la bella stagione aumentano le segnalazioni per la presenza di questo fastidioso ma anche pericoloso parassita.
Prolifera soprattutto nelle zone ricche di vegetazione e arbusti e rappresenta una minaccia soprattutto per gli animali domestici, uccelli, piccioni in articolate, ma anche mammiferi compreso l’uomo.
Il rischio della sua puntura è legato al fatto che questo parassita necessita di pasti di sangue per il suo ciclo riproduttivo e, per alimentarsi, deve attaccare l’ospite a cui trasmette agenti patogeni di natura virale, batterica, protozoaria, rickettsiale e neurotossine.
In caso di puntura, quindi, è sempre raccomandabile rivolgersi al proprio medico curante o, in sua assenza, alla guardia medica.
A livello di prevenzione, Ats Insubria raccomanda di limitare il contatto con la vegetazione e indossare indumenti di colore chiaro per rendere evidente la presenza di zecche, con maniche e pantaloni lunghi, calzature chiuse ed alte, ed eventualmente guanti; usare repellenti per le parti scoperte e procedere ad un’accurata ispezione del corpo al rientro.
AMICI A 4 ZAMPE
Per tutelare i propri animali è raccomandabile un controllo accurato periodico e l’uso di presidi antizecche, sanificare le cucce all’aperto e le aree circostanti, curare la pulizia e la manutenzione delle aree verdi.
Per evitare le zecche di piccioni occorre allontanare gli animali parassitati, impedirne l’accesso ai siti di nidificazione (solai, sottotetti, ecc.) e procedere a disinfestazione professionale.
Nonostante la diffusione, le segnalazioni di casi rilevati dalle autorità sanitarie sono minime: dal 2007 al mese scorso, sono state registrate da ATS Insubria 17 segnalazione di cui 9 sul territorio di Varese e 8 in quello di Como.
Grazie alla banca dati è possibile rilevare che i casi emersi erano a carico di 10 maschi e 7 femmine. Tutti i soggetti erano residenti nei territori nei quali si è verificato il contagio, mentre in due casi il contagio è avvenuto all’estero. La fascia di età maggiormente interessata è quella da 40-49aa (5casi) – 3 casi nella fascia da 0-9 anni.
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