I diritti dei bambini dalla “A” di “Accoglienza”
Nuovo corso per il Comitato Unicef Varese che riparte da una giovane presidente, Caterina Rossi, con tanti progetti nelle scuole e un appello: "Cerchiamo volontari!"
Unicef Varese riparte dalle scuole: “Perché i diritti dei bambini devono essere condivisi, compresi e applicati anche qui, a cominciare dal principio di accoglienza”.
Parola di Caterina Rossi, nuova giovane presidente del Comitato Unicef Varese: “Il nostro è un comitato piccino, ben supportato dalle sedi di Roma e Milano e con un piccolo gruppo di lavoro molto operativo. Ma siamo pochi per portare avanti tutti i progetti in cantiere – spiega – siamo alla ricerca di volontari!”

Dopo la Marcia dei diritti che ha portato in piazza 1600 bambini settimana scorsa, i prossimi appuntamenti di Unicef Varese sono quelli con lo spettacolo comico di Leonardo Manera (Zelig) in programma per la serata di lunedì 3 dicembre alle ore 21 a Ville Ponti (in collaborazione con la Polizia di Stato), e poi, per lo stesso progetto, la giornata di sensibilizzazione all’Iper di viale Belforte per sabato 8 dicembre.
Contemporaneamente proseguono il Corso universitario all’Insubria sull’accoglienza dei minori migranti non accompagnati e il progetto di “Scuola amica”, per condividere nel concreto un modello educativo improntato sulla consapevolezza e la difesa dei diritti del bambino nelle scuole.
“C’è chi pensa ad Unicef come un ente che raccoglie soldi sul territorio da destinare a progetti in altre parti del mondo, invece vorremmo che fosse chiaro il nostro impegno sul territorio per promuovere qui i diritti dell’infanzia, perché anche qui ne abbiamo bisogno”. A cominciare dall’accoglienza: “Con gli Istituto comprensivo di Morosolo, il Facchinetti di Castellanza e l’Enaudi di Varese lavoriamo sul concetto di accoglienza sin dalla piccola dimensione della classe – spiega la Rossi – perché non c’è vera accoglienza se continua a percepire l’altro come diverso e non come una risorsa con cui imparare a conoscere e conoscersi. In una parola a crescere”, spiega Caterina Rossi, laureata in Giurisprudenza e consulente in materia di Privacy.
Altro progetto, sempre di accoglienza per i bambini riguarda il “Baby Pit stop” di Palazzo Estense, cui Unicef intende contribuire, non appena sarà individuata la sede appropriata. “Partiamo da qui, ma ci piacerebbe che i Baby Pit Stop, intesi come spazi dove le mamme possano cambiare e allattare i neonati in tutta tranquillità, magari accompagnate anche dai fratellini dell’ultimo nata, fossero diversi a Varese – propone la giovane presidente di Unicef Varese, mamma di un bimbo di 16 mesi – una rete di spazi pubblici e privati dedicati all’accoglienza dei più piccoli, da inserire tutti in una mappa ad hoc, per una città che sia anche a misura bambino”.
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