Jack, il suonatore di cornamusa che vorrebbe esserlo anche dopo Natale
Giacomo "Jack" Tavani è un ventiduenne varesino con una grande passione fin da ragazzino: suonare la cornamusa. Ma si ritrova relegato a farlo solo nelle feste natalizie... Ecco la sua storia
Giacomo “Jack” Tavani è un ragazzo varesino con una grande passione che lo assorbe tutto l’anno, e che segue e spera di far conoscere in ogni stagione.
Ma, purtroppo per lui (Scoprirete poi il perchè del “purtroppo”…) non è un caso se ne parliamo alla vigilia di Natale: perchè Jack è un suonatore di cornamusa. E tutti voi penserete: “caspita, uno zampognaro! sarà stato colpito dai pastori che girano per le strade!”. E invece la sua storia è molto diversa, e il Natale, in fondo, gli sta un po’ stretto, anche se è la sua principale occasione per esibirsi. Abbiamo provato a capirla un po’ meglio.
«Sono di Sant’Ambrogio, ho 22 anni e attualmente lavoro come grafico a Carnago – spiega Jack Tavani – Non sono un musicista di cornamusa professionista, ma la mia passione è nata quando otto anni fa, quando avevo 14 anni: andai al concerto di Hevia, ai giardini Estensi, e da quel giorno rimasi affascinato dalla bellezza della cornamusa. Due mesi dopo al concerto già prendevo le prime lezioni dal mio attuale maestro, Antonio Serafini. Ciò spero faccia capire quanto ne rimasi strabiliato»
Ora, da musicista, in che ambiti lavori? «Da qualche tempo come solista mi capita di suonare in chiese o a eventi culturali: ad esempio l’anno scorso ho suonato in Comune a Varese per la Famiglia Bosina insieme a Chiara, una nuova allieva del mio insegnante che da qualche anno suona con me. Oppure, sempre con il maestro Serafini, suoniamo tra Lombardia e Svizzera con un un nostro repertorio che tocca i brani della tradizione francese, nostrana e altro ancora. Fuori dal periodo “più natalizio” suono di frequente con i The Clurs, gruppo folk punk che attualmente sta scrivendo un disco e mi dedico alla parte di flauti e cornamuse».
Il tuo è uno strumento molto particolare: ti piacerebbe lavorare della tua musica? «Certo che mi piacerebbe fosse un lavoro, ma mi rendo conto che è molto difficile lavorare con la musica in Italia, oggi, ed è ancora piu difficile lavorare con la cornamusa: è uno strumento che tra pregiudizi e fattori storici e culturali è un po’ messa da parte. Se si campa, si campa solo a Natale… »
In effetti il suonatore di cornamusa, che molti chiamano “zampognaro” spesso erroneamente (La zampogna è solo uno dei tipi di cornamuse esistenti, ndr) è un personaggio spiccatamente natalizio, tanto da trovarlo nei presepi: e tu, ti senti un personaggio del presepe?
«Dipende dal contesto. Se suono in ambito natalizio, la figura è quella, anche se nel mio cuore mi sento innanzitutto un appassionato di cornamuse. Anzi, a dirla tutta il personaggio in sè non mi piace piu di tanto, perchè la figura dello zampognaro è sempre stata un clichè, un elemento che accompagna la natività, ed è legata a un fatto religioso. Cosi la gente è spinta a vedere la figura dello zampognaro, e la cornamusa stessa, come una figura che apre le feste e stop. Così finisce per limitare il periodo di utilizzo della cornamusa in un mese, e questo mi dispiace tantissimo: perchè questo strumento è molto di più. Naturalmente capisco il fascino e lo stupore che la cornamusa a Natale genera: però si tratta di uno strumento che merita di essere utilizzato come gli altri. Anzi ha qualcosa in più: come strumento tradizionale e antico dovrebbe godere di un rispetto, diciamo, speciale e specifico. Qui invece non succede: mentre basta andare in centro o al sud Italia, oppure in Francia o in Scozia e la cornamusa si suona tutto l’anno».
Come si può fare, per far cambiare questa mentalità e aggiungendo qualcosa al semplice “spirito natalizio” che la cornamusa crea? «Io ho intenzione di provarci con un progetto per sensibilizzare le persone. Sono alla ricerca di serate che vogliano portare il valore della cornamusa ad un livello piu alto livello agli standard, far capire che anche da parte dei giovani c’è una voce al di là della musica commerciale e che, soprattutto, è una musica da scoprire tutto l’anno».
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