Basta etichette ingannevoli: la crociata di Coldiretti
C'è tempo sino al 2 ottobre per sottoscrivere la petizione e chiedere una legge europea che imponga di scrivere sull'etichetta l'origine di tutti i prodotti utilizzati
Un milione di firme da raccogliere entro il 2 ottobre. È l’impresa quasi raggiunta che questa mattina è stata ricordata al Villaggio Coldiretti di piazzale De Gasperi a Masnago.
« Dobbiamo arrivare al milione di adesioni per chiedere all’Unione Europea di approvare una legge che imponga, a tutti i prodotti, un’etichetta con l’indicazione delle provenienze di tutte le materie utilizzate – spiega Paolo Sessa – Così come già esiste per la carne, per esempio, vorremmo che si arrivasse a definire uno standard di sicurezza e garanzia per i consumatori. Solo se messi in condizioni di sapere tutto, potranno scegliere responsabilmente un prodotto invece di un altro».
Coldiretti non è sola a sostenere questa battaglia: insieme, nei diversi paesi dell’Unione, ci sono associazioni di altri stati dalla Polonia alla Francia, perché la proposta deve essere sostenuta da un milione di cittadini residenti in almeno 7 paesi dell’UE.
Oggi, sostiene Coldiretti, nel nostro carrello della spesa un prodotto ogni 4 è a rischio “imbroglio” nel senso che non riporta correttamente tutta la filiera: « La posta in gioco è alta – commenta Fernando Fiori presidente di Coldiretti Varese – per la prima volta c’è la possibilità di invertire la tendenza e spingere la Commissione UE a valorizzare l’origine dei prodotti agricoli e garantire trasparenza di acquisto dei cittadini e un giusto reddito agli agricoltori».
La battaglia è sentita in Italia dove il “made in Italy” è particolarmente pregiato e la tendenza a sfruttare in modo scorretto il “nome italiano” è diffuso, con grave danno per chi lavora con serietà e seguendo le normative particolarmente attente nel nostro paese.
Chiunque può sottoscrivere la petizione che si può trovare anche on line: https://sceglilorigine.coldiretti.it/
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