“Andare oltre il decreto liquidità“
Crisi economica, mutui e credito difficile. La parola d'ordine per l'avvocato Furio Artoni è liquidità
Pubblichiamo la riflessione dell’avvocato Furio Artoni in merito alla questione della crisi economica che stiamo attraversando. Una proposta: istituire una moneta complementare.
La prima cosa che ci si dovrebbe chiedere è: “Questo decreto liquidità aiuta le aziende e soprattutto le piccole imprese?”
La risposta per qualsiasi persona dotata di un minimo di capacità di discernimento è no!
Questi mutui con accessi agevolati per l’erogazione sono solo ed esclusivamente dei mutui semplificati nell’erogazione.
Ma sono sempre mutui da restituire con interessi.
La stesso ragionamento vale per il MES, corona bond ecc, sono prestiti quindi debiti che andranno restituiti.
Come fa una piccola azienda a recuperare i soldi persi durante questo periodo e nel contempo a restituire un mutuo con gli interessi?
Il decreto liquidità non ha niente di liquido ma nasconde l’ulteriore indebitamento con le banche.
Immagino il titolare di un bar: riapertura con accessi minimi, costi e spesi invariate, ricavi ridotti ed in più un mutuo da pagare. Questo decreto conviene solo ai furbetti che voglio prendere i soldi e poi sparire magari con una srl di comodo……
Chi onestamente chiede di accedere a questo mutuo i si trova sulle spalle delle rate da pagare e nel caso mancato pagamento rischia di vedersi pignorare i suoi beni.
Accertato che il decreto liquidità non solo è inutile ma dannoso qual è la proposta?
Si chiama moneta complementare.
Una moneta garantita dallo Stato o da Enti territoriali grandi come le regioni o le macro regioni.
La moneta che potrebbe essere anche chiamata fiorino, andrebbe caricata sulle carte sanitaria e per le aziende un apposita carta contenete il codice fiscale.
Tutti mesi viene ricaricata ad esempio con mille fiorini corrispondenti a mille euro.
Tale importo sarebbe spendibile in tutti i negozi e nelle imprese che
l’accettano ( e se dietro c’è la Regione o lo Stato chiaramente tutti l’accetteranno).
In ogni transazione effettuata con la carta sanitaria si potrebbe ipoteticamente trattenere il 3%, con 240 transazioni si azzera l’importo ma si è creato un fatturato di 33 mila euro…
Ovviamente mensilmente si può ricaricare tale carta entro certi limiti per evitare episodi inflattivi, ma ciò garantirebbe due cose:
1) un0iniezione di sana liquidità ai cittadini, non gravata da debito, come accade con il reddito di cittadinanza o strumenti simili;
2) Incentivare il prodotto italiano.
Andando anche in grosse catene straniere di distribuzione ad utilizzare tale carta , si obbligano anche le catene straniere a rifornirsi di prodotti da aziende del territorio.
Il principio di teoria del diritto monetario alla base di questo semplice
ma mai utilizzato sistema è la diversità che c’è tra la moneta debito, l’euro, che viene pagato dal nostro Stato alla Banca Europea e la moneta credito che viene emessa senza costi se non quello della semplice circolazione cioè quasi zero.
Il principio rivoluzionario che sta alla base di questa teoria è che la moneta è una unità di misura del valore e non valore della misura.
Per fare la capire la differenza tra moneta debito (euro) e moneta credito un grande economista illuminato e candidato al premio Nobel (prof. Giacinto Auriti) usò questa bellissima metafora: “Affermare che non ci sono soldi per costruire opere pubbliche è come affermare che non ci sono chilometri per costruire le strade“.
Usare la carta sanitaria per emetter moneta a credito dando respiro ai cittadini ed alle piccole aziende è una scelta che dovrebbe fare il nostro Governo o in considerazione della carenza di lungimiranza dei nostri governati mi appello alle regioni Lombardia, Veneto Liguria e Piemonte in primo luogo alle quali possono fare riferimento tutte le altre regioni di Italia.
In tal senso ho già inviato ai Presidenti della Regione Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria un suggerimento in tal senso.
Per uscire da questa situazione il decreto liquidità è una bufala.
Servono scelte innovative per proteggere le piccole aziende e i singoli cittadini.
Andare oltre …..
Furio Artoni
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