Peppo Pellegrini torna sulla panchina del Rugby Varese
La storica figura dell'ovale biancorosso allenerà il gruppo senior nella prossima stagione insieme a Mario Galante. Per Stefano Pella si aprono le porte della Federazione
La conferma di Mario Galante, l’addio di Stefano Pella e soprattutto il ritorno in panchina, con compiti da head coach, di Peppo Pellegrini. Sono queste le principali novità dal punto di vista degli staff tecnici per il Rugby Varese: il club biancorosso nella nuova stagione sportiva sarà ancora al via del campionato di Serie B, categoria mantenuta anche grazie al lockdown visto che i risultati sul campo non erano stati particolarmente positivi, e ha chiamato alla guida un pezzo importante della propria storia.
Pellegrini infatti vanta una lunghissima militanza nel club che ha sede a Giubiano: dopo le innumerevoli presenze da giocatore della prima squadra, è diventato nel corso degli anni allenatore (l’ultima volta tra il 2011 e il 2012 per sostituire Akurangi) e dirigente con diversi incarichi; dalla prossima estate tornerà a guidare il gruppo senior affiancato da Galante, ormai da tempo altro grande punto fermo della società biancorossa. Pella invece lascerà il mondo ovale varesino, entrando però a far parte dei quadri federali.
«Per me Peppo è il motivo per cui ho imparato qualcosa di rugby – ha detto il presidente Francesco Pierantozzi nell’annunciare alla squadra la scelta di Pellegrini – Quando feci la telecronaca della finale della Coppa del Mondo (Pierantozzi è apprezzato giornalista di questa disciplina e lavora a Sky ndr), finita la partita, gli scrissi un messaggio per ringraziarlo, perché grazie a lui ho conosciuto una serie di cose che altrimenti non avrei saputo apprezzare».
Oltre a Pellegrini e Galante, lo staff della prima squadra comprenderà anche Giovanni Soldini e Leonardo Bianchi: la nuova struttura tecnica sarà ufficialmente attiva dal prossimo primo luglio. «Ci auguriamo un percorso piacevole, di essere competitivi, di essere amici e di divertirci facendo le cose seriamente» ha detto Pellegrini ai giocatori. «Se non si è seri o se non ci si diverte, allora la situazione non mi piace. Ora aspettiamo le notizie sulla ripartenza, sperando siano positive, ma purtroppo ciò non dipende da noi». Il neo-tecnico ha poi citato un grande coach neozelandese, Bill Freeman (colui che negli anni Ottanta fece da tramite per far arrivare a Varese giocatori del calibro di Alan Crowley) e spiegato: «Il primo allenamento si fa nel cuore e nella testa: se il primo non è buono quelli che seguono non possono essere fatti bene».
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