Confiscati oltre 130.000 euro all’ex presidente della Croce Rossa di Como accusato di appropriazione indebita
le indagini della Guardia di Finanza erano partite dopo le criticità finanziarie della sezione comasca che ne avevano provocato il commissariamento. Confiscati anche 17.000 euro a un dipendente amministrativo
La Guardia di Finanza di Como ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 134.000 all’ex presidente della Croce Rossa di Como e legale rappresentante dei comitati locali di Como e Lipomo.
Il decreto è stato emesso dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica alla fine di un’articolata attività di indagine che ha coinvolto anche un dipendente amministrativo accusato di essersi impossessato indebitamente di oltre 17.000 euro.
Le indagini erano state avviate sulla scorta delle criticità finanziarie della CRI denunciate anche dalla stampa locale. I problemi avevano anche provocato il commissariamento della locale sezione della CRI.
L’analisi dei flussi finanziari dei conti correnti del comitato di Como della Croce Rossa, che operava in regime di convenzione con l’Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza (AREU), ha quindi portato all’avvio delle indagini nei confronti dei due esponenti indagati per episodi di appropriazione di risorse di proprietà della Croce Rossa, qualificate come peculato (art. 314 c.p.).
In particolare:
– l’ex Presidente del Comitato Croce Rossa Italiana di Como, nel periodo intercorrente tra il 2015 ed il marzo 2020, approfittando del proprio ruolo si era impossessato di 134.873,40 euro della Croce Rossa disponendo l’erogazione a proprio favore di somme di denaro, depositate su conti intestati al Comitato Croce Rossa Italiana della provincia di Como a titolo di rimborso di spese asseritamente sostenute ma non riconosciute o non documentate, e utilizzando indebitamente sia la carta di credito della Croce Rossa sia i buoni pasto destinati ai dipendenti della CRI.
Inoltre, con capitali della Croce Rossa, aveva disposto l’acquisto a prezzo maggiorato di automezzi destinati all’ente, facendosi riconoscere da parte della società venditrice di tali mezzi o dalla controllante di questa le somme pagate in eccedenza da Croce Rossa Italiana- Como quale sconto.
Infine, stando alle indagini, l’ex presidente aveva venduto a privati, dopo aver provveduto ad intestarli a sè, due mezzi originariamente in dotazione ai Vigli del Fuoco e da questi donati al Comitato di Como della Croce Rossa.
Il dipendente amministrativo è accusato di essersi appropriato di € 17.178,29 di proprietà della Croce Rossa utilizzando indebitamente una carta di credito collegata ad un conto corrente intestato al Comitato C.R.I. della provincia di Como.
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