Trasporto pubblico: “Il sistema andrà al collasso”

Il contratto collettivo nazionale è scaduto da quattro anni. I trasferimenti da parte dello Stato per il trasporto pubblico sono ulteriormente diminuiti e le tariffe sono aumentate. Per il sindacato 220 mila lavoratori non possono più aspettare

«Il contratto collettivo nazionale è scaduto da quattro anni. I trasferimenti da parte dello Stato per il trasporto pubblico sono ulteriormente diminuiti e le tariffe sono aumentate. È sufficiente per dire che 220 mila lavoratori non possono più aspettare». Per Gian Luigi Argiolas del Filt- Cgil, dunque, non c’è più tempo, anche perché il Governo Monti non ha dato risposte che possano sbloccare la situazione. «L’accise sulla benzina – continua il sindacalista – non basterà. In previsione c’è un’ulteriore riduzione del 30 per cento dei servizi di trasporto pubblico, questo significa che il sistema andrà verso il collasso».
I sindacalisti Gian Luigi Argiolas (Filt – Cgil), Luca Reghenzani (Fit Cisl) e Sergio Pisoni (Uiltrasporti) sono fuori dalla Prefettura per manifestare contro la manovra e sensibilizzare l’opinione pubblica su uno sciopero (15 e 16 dicembre) che ha ragioni di «sopravvivenza e per il servizio e per i lavoratori del settore per i quali tra l’altro non sono previsti ammortizzatori sociali né ordinari né in deroga».
«Hanno scaricato prima sul personale, poi sui servizi e a seguire sugli utenti» dice Pisoni della Uil. «Se non ci sono soldi – continua il sindacalista- chi si presenta alle gare d’appalto?Gli esempi dei problemi del trasporto pubblico a Busto Arsizio con la Stie e a Gallarate con Amsc sono emblematici. Resiste chi ha economie di scala che gli consentono di compensare quelle perdite».
I problemi del trasporto pubblico sono molti e non dipendono solo dalla mancanza di risorse pubbliche, come spiega Argiolas. «I vari sistemi di trasporto non sono coordinati tra loro. Non esiste un’integrazione oraria e tariffaria. Non esiste un tavolo dove poter coordinare le attività del trasporto sul territorio. Inoltre, si usano strumenti di comunicazione non adeguati, nonostante questa provincia sia tutta cablata. Servono intelligenza, competenza e coerenza. La politica, invece, parla di ridurre l’inquinamento e l’impatto ambientale dovuto al trasporto privato e poi smantella quello pubblico. Qualcuno mi spiega la logica? ».

Il giorno 16 dicembre lo sciopero riguarderà il trasporto pubblico urbano di Varese (Tuv)
dalle 8.45 alle 12.15 e dalle 15.30 a fine servizio e di Gallarate (Amsc) con i seguenti orari: dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 15.40 a fine servizio. Il trasporto ferroviario locale (Trenord) si asterrà dalle 21 del 15 dicembre per 24 ore. Saranno garantite le seguenti fasce di sicurezza: dalle 6.00 alle 9.00 del 16 dicembre e dalle 16.30 alle 19.30 per i treni regionali e suburbani che viaggiano su rete Ferrovienord; dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 21.00 per gli altri regionali e suburbani che viaggiano su rete RFI.

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Pubblicato il 15 Dicembre 2011
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