Di Pietro alla Lega: “Si è berlusconizzata”
Il leader dell'Idv passa da Varese e attacca il carroccio "che non è più quello di una vota" e Grillo "che io rispetto ma che ci lascia dopo le elezioni con gli stessi governanti di prima"
Antonio Di Pietro vuole un voto deciso contro Berlusconi, sia nelle elezioni comunali che nei prossimi referendum su acqua, nucleare, giustizia. «Mandiamolo a casa» urla al microfono l’ex giudice che nel pomeriggio è passato dal corso Matteotti, a Varese, e ha tenuto un breve comizio a sostegno della lista del suo partito e di Luisa Oprandi.
«Il partito di maggioranza relativa non va più a votare – dice l’ex ministro – sono stanchi e delusi dalla politica ma qui siamo su un crinale pericoloso, cittadini o sudditi? Ho rispetto per chi si presenta contro il sistema come quelli di Grillo – continua – perché sono l’effetto e non la causa. Ma i cittadini non si lascino tentare. Questi movimenti sono buoni in campagna elettorale ma poi, quando è tutto finito, ci lasciano per i prossimi cinque anni con quelli contro cui protestavano».
Tonino ricorda che quando era ministro delle infrastrutture venne a Varese. «Io non chiesi di che colore era il presidente della provincia o il sindaco, ma lavorai lealmente per la pedemontana o la brebemi. E i soldi che abbiamo stanziato allora, li abbiamo lasciati lì, in onestà e condivisione di responsabilità».
Sulla Libia è stato netto: «Sono orgoglioso dell’opposizione senza sconti che abbiamo fatto, proponendo i tre referendum e dicendo no alla guerra».
Per Di Pietro, quando Berlusconi cadrà sarà un momento pericoloso. Mentre la «Lega è troppo berlusconizzata». Un esempio: «Hanno votato il Regolamento Rai che impedisce di dare notizia dei referendum – sottolinea – quando il potere vuole sfuggire all’elettore è un regime. La Lega di un tempo non l’avrebbe fatto».
E ancora: «La maggioranza si è venduta per trenta denari sulla commissione d’inchiesta ai giudici» e tratta la gente come un «popolo bue, cornuto e mazziato».
Per l’ex magistrato «la coalizione delle destre è solo cementata dal potere e infatti, a Gallarate, non sono riusciti a mettersi d’accordo e hanno litigato. Ma poi, girato l’angolo, sono sempre lì col bacio in bocca».
Erano presenti anche Luisa Oprandi, la candidata sindaco, che ha parlato della volontà di valorizzare i quartieri della città e l’onorevole Daniele Marantelli, che ha ricordato come Di Pietro, da ministro, stanziò i soldi per la Pedemontana e mantenne le sue promesse fino in fondo.
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