Per fare una buona differenziata bisogna informare i cittadini
Le maggiori difficoltà riguardano l’identificazione della riciclabilità dei vari tipi di plastica, troppe sigle tecniche (PE, PET, PP, PS, etc.) che ben pochi conoscono
Nelle problematiche relative alla salute dei cittadini e alla tutela dell’ambiente si evidenziano sempre più spesso i concetti di “tracciabilità” e di “trasparenza” a garanzia della correttezza delle varie procedure.
Prendiamo ad esempio il settore dello smaltimento dei rifiuti, in cui è essenziale che vi sia la massima trasparenza su tutto l’iter operativo, per essere sicuri che lo stesso sia ineccepibile sotto l’aspetto della funzionalità tecnica ma anche immune dalle potenziali infiltrazioni nelle operazioni della criminalità organizzata. In tal senso è significativa la recente polemica tra le istituzioni varesine e lo scrittore Saviano, relativa allo smaltimento di rifiuti del Varesotto in discariche del sud. Analogamente è indicativa l’inchiesta sull’Accam di Busto Arsizio, che ha evidenziato come anche in Lombardia si verifichino significative irregolarità nello smaltimento dei rifiuti.
Ma anche gli aspetti strettamente tecnici delle varie fasi della raccolta differenziata e dello smaltimento sono decisivi, perché condizionano il buon esito dell’intero processo.
Infatti, bisogna innanzitutto considerare che ogni componente merceologica può dar luogo, nell’ambito di una raccolta differenziata, ben attuata, a una specifica filiera di riciclaggio che consenta poi il recupero di materie prime importanti.
In secondo luogo bisogna aver presente che i materiali derivanti dalla differenziata subiscono all’inizio del processo di riciclaggio una cernita, finalizzata allo scarto di componenti estranee, che vengono poi inviate ad altre forme di smaltimento.
Conseguentemente la percentuale originaria della raccolta differenziata ne risulta diminuita, perché una quota della raccolta stessa finisce comunque anche se in un secondo tempo e indirettamente negli inceneritori o nelle discariche.
Ulteriori fattori di utilità per procedure ottimali di smaltimento sono la potenzialità di cogenerazione degli impianti e la vicinanza degli stessi ai luoghi di produzione dei rifiuti così da evitare lunghi percorsi di trasferimento.
Dopo la trasparenza sulla filiera operativa è poi determinante la fattiva collaborazione dei cittadini che però è possibile solo se gli stessi siano correttamente informati.
In proposito però abbiamo dovuto constatare, attraverso le telefonate ricevute, che vi sono ancora diversi dubbi su come separare e identificare le varie tipologie di rifiuti.
Prendiamo per esempio il settore della plastica, in cui le maggiori difficoltà riguardano l’identificazione della riciclabilità dei vari tipi di plastica e i dubbi sussistono in quanto i simboli relativi sono rappresentati da numerose sigle tecniche (PE, PET, PP, PS, etc.) che ben pochi conoscono. Sarebbe quindi auspicabile che si adottasse un unico simbolo chiaramente comprensibile collocato in posizione ben visibile sulle confezioni. Allo stato attuale infine le amministrazioni locali dovrebbero tenere sempre desta nei cittadini l’attenzione, sui vantaggi della raccolta differenziata, con adeguate campagne di sensibilizzazione anche periodicamente ripetute, in ragione dell’importanza che quest’operazione riveste ai fini della salute pubblica e della salvaguardia dell’ambiente.
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