Il patto di stabilità compromette i bilanci del comune di Induno
A causa delle spese sostenute durante l'alluvione la giunta guidata dalla Bianchi presenterà un bilancio non in linea con i vincoli del patto
Anche il comune di Induno Olona è preoccupato dai vincoli imposti dal patto di stabilità. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa il sindaco Maria Angela Bianchi e l’assessore Claudio Andreoletti.
Il problema è più o meno sempre quello che riguarda la maggior parte degli enti locali, aggravato da alcune spese straordinarie che il comune ha dovuto spendere lo scorso anno per far fronte alle emergenze causate dall’alluvione.
Tutti gli enti locali enti locali per il triennio 2008 – 2010 devono raggiungere alcuni parametri finanziari nella gestione della parte corrente ed in quella degli investimenti. Per i comuni con una popolazione superiore ai 5mila abitanti questi vincoli risultano legati anche al rispetto del patto di stabilità che impone ulteriori regolamentazioni sui parametri di spesa.
Martedì la giunta dell’amministrazione Bianchi presenterà al Consiglio Comunale la prima bozza del bilancio di previsione 2010. Una bozza costruita sul presupposto che per il bilancio 2009 non sia stato rispettato il patto di stabilità.
Per il comune di Induno lo sforamento del patto è conseguenza di due fattori: «da un lato deve far fronte al pagamento della parte finale delle opere eseguite per i mondiali di ciclismo (i posteggi in via Buccari) e dall’altro al pagamento delle imprese che hanno eseguito le opere di emergenza a fronte dell’alluvione verificatosi nel luglio dello scorso anno».
Secondo l’amministrazione comunale il primo punto dovrebbe risolversi in quanto è stato emanato un decreto “salva-enti” che ha escluso dal calcolo del patto le spese sostenute per i mondiali di ciclismo, anche se tale decreto deve ancora essere convertito in legge.
Il secondo punto è ancora aperto in quanto al decreto di dichiarazione dello stato di emergenza
del Consiglio dei Ministri non ha fatto seguito l’ordinanza attestante lo stato di calamità naturale.
Il Comune di Induno Olona che, come spiegano il sindaco e l’assessore, finora non ha ricevuto alcun finanziamento (dallo Stato o dalla Regione) per far fronte ai danni dell’alluvione, ha provveduto a pagare con fondi propri le imprese che hanno effettuato i lavori di ripristino nei giorni dell’emergenza per una spesa complessiva di 108 mila euro. Questa cifra sarebbe la causa per il quale risulterebbe impossibile il rispetto del patto di stabilità.
Come da legge, il mancato rispetto del patto ha conseguenze importanti sul bilancio di previsione: c’è innanzitutto una riduzione fino al 5% del contributo statale ordinario; il divieto di procedere ad assunzioni (di nuovo personale o per sostituzioni); il totale dell’impegno in spesa corrente che deve essere riportato al valore più
basso nel triennio (2007) e comporta una riduzione del 30% delle indennità a Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali, che il sindaco precisa essere già stata decurtata del 40%. Infine il mancato rispetto implica il divieto di contrarre nuovi mutui, e quindi di effettuare nuovi investimenti per il paese.
In particolare il divieto di contrarre nuovi mutui vanificherebbe la possibilità attuare per il 2010 il Piano delle Opere Pubbliche, che pure comprende, come dice il sindaco, anche gli investimenti per la messa in sicurezza di quanto danneggiato dall’alluvione.
Il problema imposto dal rispetto del patto di stabilità per la verità è sentito da molte, se non quasi tutte, delle amministrazioni comunali, di quasi tutti i colori politici. Non a caso in prima fila questa battaglia vede schierato il sindaco leghista della città di Varese Attilio Fontana.
Per cercare di far fronte alla specificità del problema di Induno Olona il sindaco Bianchi ha già intrapreso alcune iniziative nelle varie sedi associative ed istituzionali.
In particolare ha inviato una lettera al Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, ai Ministri Bossi e Maroni, a tutti i Parlamentari eletti in provincia di Varese, al Presidente dell’Anci, nonché Sindaco di Varese ed al Prefetto per sottoporre nuovamente il problema dell’esclusione dal calcolo del patto di stabilità delle spese sostenute.
Nell’immediato la finalità che si è posta l’amministrazione è escludere dal calcolo del patto di stabilità le spese sostenute per far fronte all’emergenza determinata dall’alluvione, «in questo modo – spiega la Bianchi – saremmo in grado di presentare un bilancio in regola con i vincoli del patto di stabilità, posto che questi rimangono comunque troppo stringenti per una corretta attività amministrativa».
Anche perché, ricorda il sindaco «il Comune viene visto come il soggetto più vicino alle esigenze dei cittadini: La situazione di continui tagli ai trasferimenti e i sempre maggiori vincoli sul bilancio, mettono a rischio la possibilità stessa di mantenere il livello dei servizi erogati».
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