Creatore e disegnatrice di Jonathan Steele ospiti dell’Insubria
Penultimo appuntamento del ciclo “Scienza e Fantascienza” mercoledì 25 novembre nell'aula magna di via Ravasi. Ingresso libero
Il tema delle storie alternative al reale si concentra sulla letteratura e sul cinema fantastico nel prossimo incontro del ciclo “Scienza e Fantascienza”. Mercoledì 25 novembre alle ore 14,30 nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria di via Ravasi 2, a Varese, si terrà l’incontro “L’ucronia nel fumetto e nel cinema di fantascienza”, organizzato dal professor Paolo Musso, docente di Filosofia della Scienza, per gli studenti del Corso di laurea di Scienze della Comunicazione e aperto a tutta la cittadinanza.
«Dopo quello con Alfredo Castelli su Martin Mystère» sottolinea il professor Musso «oggi proponiamo il secondo dei due incontri in programma sulla storia alternativa nel fumetto. In “Jonathan Steele”, creato da Federico Memola per la Sergio Bonelli Editore e successivamente passato alla Star Comics, si immagina un futuro prossimo (il 2020) in cui la magia, che era scomparsa dal mondo per ragioni che vengono spiegate un po’ alla volta nella serie, è riapparsa ed è diventata parte della nostra quotidianità, coesistendo con la tecnologia e con tutti gli altri aspetti della vita moderna a cui siamo abituati. Memola parlerà anche, più in generale, del tema dell’ucronia nel fumetto e nel cinema di fantascienza, di cui è un grande esperto. Inoltre, con lui sarà presente all’appuntamento Teresa Marzìa, una delle più brave disegnatrici italiane, anche lei a lungo collaboratrice della Bonelli, che ci darà una dimostrazione “in diretta” della sua arte, disegnando per noi i suoi personaggi più famosi, a cominciare da Legs Weaver, la storica “spalla” di Nathan Never, così amata dal pubblico da avere avuto per ben dieci anni anche una serie tutta sua accanto a quella principale».
“Scienza & Fantascienza” si concluderà mercoledì 9 dicembre alle 18 nell’Aula Magna di via Ravasi 2 con l’incontro con la biologa genovese Margherita Raineri, che presenterà un’affascinante ipotesi alternativa, questa volta rigorosamente scientifica, sulle lontane origini della specie umana.
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