Matteo torna a guardare la città da una bici
A inizio settembre i ladri avevano rubato il tandem con cui il ragazzo va a scuola, accompagnato da un'educatore. "Ma serve anche più attenzione per la scuola"
Matteo ha un nuovo tandem, avrà di nuovo la possibilità di guardare la città e il mondo mentre pedala. «E spero che questo tandem possa servire ad altri ragazzi».
La prima parte della storia l’avevamo raccontata tre settimane fa, qui: i ladri entrati alle medie Pellico avevano rubato, tra le altre cose, anche il tandem con cui Matteo si muoveva per andare a scuola. Un furto che solo apparentemente era “banale”, perché in realtà per Matteo il tandem era ben più di un mezzo di trasporto: «io non so come spiegare a mio figlio come quella bicicletta con cui imparava a conoscere le strade della sua città e con cui si relazionava, cosa per lui quasi impossibile, non c’è più», scriveva Livia Vaccaro, la mamma di Matteo, che è un ragazzo autistico.
La notizia del furto aveva suscitato rabbia in tanti lettori, ma anche interesse e la richiesta di collaborare per riacquistare la bicicletta. Era una sfida difficile e non immediata, forse non bastava sostituire il mezzo. A distanza di qualche settimana è arrivata la buona notizia: Matteo tornerà a pedalare. «Ecco Matteo col suo educatore Michele e la Signora Laura Faija che ha donato il tandem» ci scrive mamma Lidia, a commento della foto di gruppo. «Grazie a tutti per la sensibilità e l’interessamento. Matteo era molto emozionato e a modo suo vi saluta». La signora Livia però non guarda solo a suo figlio: «La bicicletta non è per Matteo, non è solo per lui: il suo educatore, Michele, vorrebbe costruire un progetto più ampio, che possa servire anche per altri ragazzi, spero davvero si riesca. Gli adolescenti autistici sono molto soli, hanno bisogno di qualcuno che li accompagni, di un amico, come ne hanno in fondo bisogno tutti i ragazzi della loro età».
Da ultimo, come nella prima lettera inviata ai giornali, Livia Vaccaro vuole anche ribadire l’appello a favore della scuola, anche al di là del caso specifico che riguarda Matteo: «Con la lettera volevo accendere l’attenzione anche sulla scuola, che dovrebbe essere un posto sicuro e sano, per tutti, anche per chi magari viene da famiglie problematiche. Purtroppo non è sempre così, l’abbiamo visto con i furti che si sono ripetuti nell’arco dell’anno: i ladri hanno portato via non solo la bici di Matteo, ma ad esempio anche gli strumenti musicali usati da altri ragazzi. Sono entrati per tutto l’anno, i responsabili degli edifici devono interrogarsi e risolvere la cosa».
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