La rabbia dei lavoratori: «Perché proprio adesso?”
I dipendenti della casa di cura La Quiete si ritroveranno sabato 29 aprile per definire la strategia di lotta. la volontà è quella di l'occupare
Senza più lavoro e futuro i dipendenti della Quiete si aggrappano alla loro sede per dimostrare la propria rabbia. Rabbia per questi mesi di lavoro incessante, per le proposte che sono arrivate, per i progetti di futuro messi sul campo.
In poche ore, tutto il lavoro fatto si è disintegrato: da domani nessuna attività ambulatoriale o chirurgica potrà essere fatta, i degenti verranno dimessi o spostati in altra struttura. Di fatto si chiude.
Ma i presupposti per continuare a lottare ci sono. Ne è certo il sindacato della Cgil presente con i segretari provinciali e della funzione pubblica Colombo e Ardizzoia: « Domani ci troveremo di nuovo per definire il programma di azioni da intraprendere – spiegano – dalla prossima settimana occuperemo. Si starà qui, giorno e notte a preservare la clinica La Quiete. Si dovrà poi prendere in mano il telefono e avvertite tutti quelli prenotati o in lista d’attesa. Per il momento, dovranno cercarsi un altro posto».
Da domani si cambia registro: « Noi non ci arrendiamo – si legge nel comunicato a forma Fp Cgil – PERCHE’ PROPRIO ADESSO? Ci saremmo rassegnati se nessuno avesse dimostrato interesse; ma ora con due proposte non possiamo accettare che “qualcuno” impedisca alla clinica di continuare la propria attività. NOI NON CI ARRENDIAMO!!!!! Non ci muoveremo dalla Clinica finché il buon senso non si impossesserà di chi ha il potere di decidere le sorti della Casa di Cura La Quiete di Varese con i suoi dipendenti».
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