Il secondo scudetto dei Mastini compie trent’anni
Il 4 marzo del 1989 la Kronenbourg di coach Lefley si impose in casa sul Fassa e bissò il titolo tricolore di due anni prima, dopo una stagione da favola
Primi nella stagione regolare, primi dopo la seconda fase (Master Round), dominatori dei playoff con cinque vittorie e zero sconfitte tra semifinali (2-0 al Bolzano) e finali (3-0 al Fassa). Esattamente trent’anni fa – il 4 marzo del 1989 – i Mastini di Varese, targati Kronenbourg, festeggiarono in casa il secondo scudetto della storia giallonera, bis del successo ottenuto (con maggiore sorpresa) nel 1987 quando la Città Giardino spezzò l’egemonia delle squadre del Triveneto. 4 a 2, in un PalAlbani gremito e bollente che celebrò la resa del sorprendente Fassa e consegnò quella notte alla storia sportiva della città. 
Una marcia trionfale quella della squadra diretta da Brian Lefley, un coach amato e purtroppo scomparso troppo presto per un incidente stradale. «Perdemmo solo quattro partite in tutta la stagione» ricorda con orgoglio oggi Matteo Malfatti. Una formazione che era ancora “segnata” dalla presenza debordante del mito dei miti del nostro hockey, Jim Corsi, capace di dare sicurezza a una difesa che poteva contare su un altra star come Brad Shaw, approdato in NHL l’anno successivo. E poi la storia snocciola altri nomi che riportarono Varese sul tetto d’Italia: da Pat Micheletti, bomber dell’annata, a Frank Nigro e Cesare Carlacci fino alla folta pattuglia di ragazzi cresciuti nel vivaio e arrivati da co-protagonisti al titolo tricolore. Gente come Malfatti o Quilici che poi è rimasta impegnata in società fino a oggi, a conferma dell’impronta che quell’avventura ha lasciato in quei giocatori.
Il secondo scudetto è, a oggi, anche l’ultimo alloro nazionale (assoluto) conquistato dalla Varese hockeystica che proprio in questi giorni sta rivivendo un pizzico di quella passione con i 500 spettatori che hanno tifato i Mastini nella Gara2 di playoff vinta ieri sera (domenica 3) contro l’Appiano. «Ci siamo fatti un bel regalo per i trent’anni dello scudetto» ha sottolineato dopo la sirena finale un altro personaggio chiave della storia fatta al PalAlbani, Maurizio Fiori. Dopo quelle gioie tricolori ne arrivò un’altra, addirittura in campo internazionale, nel 1996 con le insegne della Shimano. La vittoria in Federation Cup ottenuta a Trencin in maniera davvero ai limiti del miracoloso per il livello delle avversarie.
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