Il concerto dei “tombaroli”? E’ il 2 novembre
Il gruppo, che vuole conservare la memoria storica della città anche andando per cimiteri, ha organizzato una serata in onore del protagonista della loro prima "mssione compiuta": il grande direttore d'orchestra Roberto Moranzoni
Si sono presentati a maggio, e hanno già portato a compimento due delle missioni per cui sono nati: fare memoria e avere cura delle tombe dimenticate dei cittadini illustri e degli uomini di cultura che hanno fatto la storia di Varese.
I Tombaroli, ovvero Alessandro Ceccoli, Cesare Chiericati, Mario Chiodetti, Roberto Gervasini ed Emilio Ghiggini, hanno già recuperato una targa definitiva, da apporre – al posto di quella provvisoria messa a maggio – sulla tomba di Roberto Moranzoni: direttore d’orchestra scoperto da Mascagni e favorito di molti altri grandi, come Puccini, che visse a lungo a Varese.
Moranzoni prima qui sposò nel 1907 il soprano Maria Camporelli, poi si separò e convisse in città, nel rione di Bosto, dal 1923 con un altro soprano, Juanita Caracciolo, che molti giornali dell’epoca ricordano come la migliore del suo tempo. Moranzoni , morta la sua convivente di parto, andò in america e poi morì a Desio nel 1959, ma è ancora oggi sepolto al cimitero monumentale di Giubiano assieme ai genitori.
Intanto, grazie alla loro intercessione è stato dato un aspetto dignitoso alla tomba di Angelo Poretti, il fondatore del birrificio ancora ora notissimo che porta il suo nome: morto senza eredi, riposava a giubiano in una tomba dimenticata, ma grazie all’opera di sensibilizzazione dei tombaroli l’azienda che porta il suo nome si è fatta carico di “rimetterla in sesto”.
«Ma ce ne sono già altri, per cui stiamo lavorando – spiegano – Innanzitutto, a trascurata tomba di Ludovico Pogliaghi al sacro Monte, per cui abbiamo già preso contatti con la fondazione che porta il suo nome. Ma anche la tomba della benefattrice Emma Macchi Zonda, sempre al Sacro Monte, quella dello scultore Giuseppe Grandi a Ganna, e a quella dell’artista futurista Luigi Russolo a Laveno».
UN CONCERTO PER ROBERTO E JUANITA, NEL GIORNO DEI MORTI
Per festeggiare questi primi obiettivi, e in particolare il ricordo di Moranzoni, grande artista che il tempo aveva dimenticato, i Tombaroli hanno però deciso di organizzare anche un concerto proprio per ricordare le figure di Roberto Moranzonie di Juanita Caracciolo, che vissero assieme a Varese.
Va da sè, la serata musicale è stata organizzata per il 2 novembre alle 21, nel Salone Estense di Varese. Protagonista l’ensemble Grande Orfeo composto dal soprano Mariachiara Cavinato, dal narratore Mario Chiodetti, dall’attrice Alessandra Limettie dal pianista Francesco Miotti.
Il titolo della serata, “Roberto e Juanita, una storia d’amore e di musica”, mette l’accento sulla vita dei due protagonisti, tra le personalità più in vista nel mondo musicale del tempo, attraverso testimonianze dei loro trionfi nei teatri di tutto il mondo. Saranno eseguiti brani dalle opere che Juanita Caracciolo aveva in repertorio, dal “Mefistofele” di Boito, alla rara “Via della finestra” di Zandonai di cui fu la prima interprete, a “Suor angelica” di Puccini e “Lodoletta” di Mascagni, fino a “Anima allegra”, di Franco Vittadini, maestro di cappella a San Vittore, che il soprano cantò al Teatro Sociale di Varese il 19 novembre 1921.
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